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Cosa cambierà con il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale

Marianna Madia - Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione
InfoCert
marzo02/ 2016

Un domicilio digitale su cui ricevere tutte le comunicazioni dalla PA, Identità Digitale per accedere ai servizi, pagamenti elettronici anche dallo smartphone.

Marianna Madia - Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione

La sera del 20 gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi e con l’approvazione in esame preliminare dei suoi primi 11 decreti attuativi, ha dato ufficialmente il via alla Riforma della Pubblica Amministrazione (o Riforma Madia). Tra questi, uno schema di Decreto Legislativo che introduce una serie di modifiche e integrazioni al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Alla sua entrata in vigore, il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale modificherà 56 articoli del Codice attuale e ne abrogherà 27, passando da un totale di 92 articoli a soli 65. Semplificando e razionalizzando i contenuti del codice precedente, la nuova norma promette di cambiare per sempre, e in meglio, il modo in cui aziende e cittadini interagiranno con gli uffici della Pubblica Amministrazione a partire dal 1° luglio 2016.

GLI OBBIETTIVI DEL NUOVO CAD E UNO SGUARDO AL FUTURO ORMAI PROSSIMO

Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale vuole spostare l’attenzione dal processo di digitalizzazione in sé ai diritti digitali di cittadini e imprese, realizzando le condizioni utili affinché questi possano godere a pieno dei vantaggi delle tecnologie digitali nella gestione dei propri rapporti con la Pubblica Amministrazione. Il raggiungimento di questi obbiettivi dipenderà però soprattutto da futuri regolamenti attuativi, dalla capacità delle PA di metterli in pratica e dall’attitudine di cittadini e imprese a far uso di soluzioni innovative.

Vediamo dunque i principali temi su cui è intervenuto il nuovo CAD e con quali novità.

“DIGITAL FIRST”

digital first

In base al principio del digital first, da quando il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale entrerà in vigore, alla fine di un processo di progressivo switch off delle procedure analogiche, le Pubbliche Amministrazioni saranno obbligate a produrre e trasmettere i propri documenti esclusivamente in modalità elettronica e in formato digitale. Ciò permetterà anzitutto di realizzare comunicazioni più tempestive riducendone il costo (basti pensare che il costo medio annuo di un domicilio digitale corrisponde al costo sostenuto dalle PA per l’invio di una sola raccomandata). Altre conseguenze positive della digitalizzazione dei procedimenti amministrativi saranno una maggiore certezza dei tempi e trasparenza nei confronti dei cittadini e delle imprese.

DOMICILIO DIGITALE

domicilio digitale

Possiamo considerare il domicilio digitale una sorta di cassetta della posta virtuale, corrispondente ad un indirizzo di Posta Elettronica Certificata o altro servizio di recapito qualificato, che diventerà il mezzo esclusivo su cui ricevere (ma anche inviare) comunicazioni e documenti da parte della Pubblica Amministrazione. Chi è già in possesso di un servizio di recapito qualificato (ad es. una PEC) potrà fare di questo il proprio domicilio digitale comunicandolo al proprio Comune di residenza ma, anche in mancanza di tale comunicazione, un domicilio digitale sarà messo a disposizione di ogni cittadino iscritto all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR).

IDENTITÀ DIGITALE E SPID

identità digitale spid

L’Identità Digitale e SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, sono due temi che su Futuro Digitale abbiamo già tratto in diversi articoli. SPID darà a cittadini e imprese la possibilità di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con un unico sistema di credenziali e da un’unica piattaforma. Se nella versione precedente del CAD l’utilizzo di SPID come strumento di identificazione informatica per accedere ai servizi in rete delle PA era posto in secondo piano rispetto a quello della Carta di Identità Elettronica (CIE) e della Carta Nazionale dei Servizi (CNS), il nuovo testo inverte la prospettiva affermando il ruolo centrale di SPID.

PAGAMENTI ELETTRONICI

pagamenti elettronici

Il Codice dell’Amministrazione Digitale attualmente in vigore obbliga già le Pubbliche Amministrazioni ad accettare pagamenti spettanti a qualsiasi titolo attraverso sistemi elettronici (incluso l’utilizzo del credito telefonico per i micro-pagamenti). Con il nuovo Codice tale obbligo viene semplificato e razionalizzato e la corretta autenticazione dei soggetti coinvolti nel processo di pagamento è assicurato da strumenti condivisi di riconoscimento unificati. Per i cittadini sarà possibile effettuare online il pagamento di servizi quali il bollo auto, il ticket sanitario ed i servizi scolastici.

DOCUMENTI INFORMATICI E FIRME ELETTRONICHE

firma elettronica

Come anticipato nel nostro articolo “Firma elettronica e firma digitale dal CAD ad eIDAS” il nuovo CAD ha introdotto delle modifiche in tema di firme elettroniche e documenti informatici, recependo quanto dettato dal Regolamento eIdas n. 910/2014. In base all’articolo 21 del nuovo Codice, la sottoscrizione di un documento informatico con qualsiasi tipo di firma elettronica sarà sufficiente a soddisfare il requisito della forma scritta e farà piena prova fino a querela di falso della provenienza delle dichiarazioni, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione.

La pubblicazione del testo del decreto di modifica del CAD ha subito innescato un vivace dibattito tra esperti. Ne esamineremo presto le posizioni in un nuovo articolo, così da avere una interpretazione più chiara delle novità in arrivo.

2 marzo 2016

InfoCert

InfoCert, Gruppo Tecnoinvestimenti, è leader del mercato italiano dei servizi di digitalizzazione e dematerializzazione nonché una delle principali Certification Authority a livello europeo per i servizi di Posta Elettronica Certificata, Firma Digitale e per la conservazione digitale dei documenti. InfoCert è gestore accreditato AgID dell’identità digitale di cittadini e imprese nell’ambito di SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale). InfoCert sta espandendo le sue attività internazionalmente e nel 2016 ha venduto i suoi servizi di trasformazione digitale in oltre dieci stati esteri.