La Legge di Bilancio 2026 delinea una strategia economica focalizzata sulla crescita e sul sostegno al potere d’acquisto delle famiglie italiane.

Il Governo ha stanziato circa 22 miliardi di euro per finanziare interventi finalizzati a tutelare le fasce economiche più fragili e per introdurre agevolazioni che puntano alla crescita del tessuto imprenditoriale.

Esaminiamo nel dettaglio le novità principali introdotte dalla L.199/2025.

Politiche fiscali e sostegno al reddito delle famiglie

Il primo pilastro della manovra si concentra sulla riduzione della pressione fiscale e sul rafforzamento delle tutele per i redditi bassi e medi:

  • riforma delle aliquote IRPEF: l’aliquota per il secondo scaglione (tra 28.000 e 50.000 euro) scende dal 35% al 33%, generando un risparmio fiscale che può toccare i 440 euro annui. Tale beneficio viene tuttavia neutralizzato per i contribuenti con redditi superiori a 200.000 euro attraverso una pari riduzione delle detrazioni d’imposta spettanti, garantendo così l’equità del prelievo fiscale. L’attuazione delle nuove aliquote IRPEF si inserisce nel più ampio quadro delle scadenze fiscali 2026, che definiscono il calendario degli adempimenti per cittadini e imprese.
  • rifinanziamento della social card: per il biennio 2026-2027, lo stanziamento destinato al sussidio per la spesa alimentare riceve un’iniezione di ulteriori 500 milioni di euro annui, garantendo così la continuità del supporto ai nuclei familiari con un indicatore ISEE entro la soglia dei 15.000 euro;
  • aggiornamento dei criteri ISEE: il calcolo dell’indicatore patrimoniale viene profondamente rivisto per garantire maggiore equità e riflettere meglio la ricchezza reale. Da un lato, il monitoraggio delle attività finanziarie si estende includendo criptovalute, valute detenute oltreconfine e trasferimenti di denaro all’estero (anche tramite money transfer). Dall’altro, si alleggerisce il peso della prima casa di proprietà, la cui soglia di esenzione sale a 91.500 euro, cn un ulteriore bonus di 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il primo: contestualmente, vengono ricalibrati i coefficienti della scala di equivalenza. Queste modifiche diventeranno operative solo dopo l’emanazione di specifici decreti attuativi, garantendo nel frattempo la continuità delle prestazioni già in vigore;
  • continuità dell’Assegno di Inclusione (ADI): viene soppresso l’obbligo di sospendere l’erogazione per un mese dopo il primo anno e mezzo di fruizione. Questo permette di rinnovare il sussidio per ulteriori cicli di 12 mesi senza interruzioni, a patto di presentare domanda e mantenere i requisiti. Da notare che la prima mensilità di rinnovo sarà erogata al 50% del valore mensile spettante e che il bonus straordinario introdotto nel 2025 è garantito ai nuclei familiari per i quali la 18ma mensilità sia ricaduta nel mese di novembre dello scorso anno.

Nuove retribuzioni, welfare aziendale e lavoro

La Legge di Bilancio introduce incentivi specifici per rendere le buste paga più pesanti e favorire la flessibilità organizzativa nel settore privato:

  • nuova tassazione sui premi di produttività: sulle somme erogate, a titolo di premi di risultato o partecipazione agli utili, nel 2026 e 2027l’imposta sostitutiva scende all’1%. Contestualmente, la soglia massima di premio entro cui si applica la tassazione agevolata viene innalzata da 3.000 a 5.000 euro;
  • detassazione per turni, notturni e festivi: nel 2026, le indennità e le maggiorazioni corrisposte per lavoro notturno, festivo o a turni nel settore privato sono soggette a un’imposta sostitutiva del 15% (entro un limite annuo di 1.500 euro). L’agevolazione si applica automaticamente ai lavoratori con reddito 2025 fino a 40.000 euro;
  • imposta sostitutiva sui rinnovi contrattuali: per il 2026, gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi (nazionali, territoriali o aziendali) sottoscritti tra il 2024 e il 2026 sono soggetti a una tassazione agevolata del 5%, che sostituisce l’IRPEF e le addizionali. Il beneficio è riservato esclusivamente ai lavoratori del settore privato che nell’anno precedente (2025) hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro;
  • agevolazioni per il part-time e conciliazione: dal 1° gennaio 2026, i genitori con almeno tre figli conviventi (di cui il minore sotto i 10 anni o senza limiti d’età se disabile) avranno una corsia preferenziale per trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale, a condizione che l’orario si riduca del 40%. Per sostenere tale flessibilità, i datori di lavoro godranno di un esonero contributivo totale, fino a 3.000 euro annui per 24 mesi, purché il monte orario complessivo aziendale rimanga invariato.

L’obiettivo è stimolare la produttività e facilitare la conciliazione tra impegni professionali e vita privata.

Tutela della genitorialità e politiche per la famiglia

Nella nuova legge di bilancio, un corposo pacchetto di misure è dedicato al sostegno delle madri lavoratrici e al potenziamento dei congedi dedicati alla cura dei figli:

  • potenziamento del bonus mamme: l’indennità mensile sale da 40 a 60 euro per le lavoratrici (dipendenti e autonome) con almeno due figli, a condizione che il reddito annuo sia inferiore a 40.000 euro. Il beneficio spetta fino al decimo anno di età del secondo figlio o, in presenza di tre o più figli, fino alla maggiore età del più piccolo;
  • incentivi per l’occupazione delle madri: dal 2026, le aziende che assumono donne con almeno tre figli minorenni e disoccupate da sei mesi beneficiano dello sgravio contributivo totale (fino a 8.000 euro annui). L’esonero dura 12 mesi per i contratti a termine, 24 mesi per quelli a tempo indeterminato e 18 mesi in caso di stabilizzazione. La misura, che esclude lavoro domestico e apprendistato, non è cumulabile con altri sgravi ma resta compatibile con la maxi-deduzione fiscale per le nuove assunzioni;
  • ampliamento dei congedi per i figli: per migliorare la conciliazione tra vita e lavoro, il limite di età per usufruire del congedo parentale e del relativo indennizzo al 30% sale da 12 a 14 anni (estensione valida anche per figli con disabilità, adozioni e affidamenti). Per quanto riguarda le assenze per malattia del bambino, la soglia anagrafica per poterne beneficiare viene innalzata a 14 anni e il numero di giorni spettanti ogni anno raddoppia, passando da 5 a 10;
  • nuovi fondi per la cura e l’assistenza: viene istituito uno stanziamento dedicato al riconoscimento giuridico ed economico dei caregiver familiari, con una dotazione iniziale di 1,15 milioni di euro nel 2026 che salirà a 207 milioni annui dal 2027. Parallelamente, il fondo per il supporto ai piccoli pazienti oncologici e alle loro famiglie.

Tali provvedimenti mirano a rimuovere gli ostacoli alla formazione di nuove famiglie a proteggere i soggetti più vulnerabili all’interno del nucleo familiare.

Previdenza, pensioni e ammortizzatori sociali

La Legge di Bilancio 2026 interviene sulla flessibilità in uscita e sulla previdenza complementare per garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo.

  • nuova modalità per l’anticipo NASpI: l’erogazione della prestazione in un’unica soluzione viene sostituita da un pagamento frazionato in due tranche. Il beneficiario riceve inizialmente il 70% della somma totale, mentre il saldo del 30% viene corrisposto allo scadere del periodo di disoccupazione (entro un massimo di sei mesi dalla presentazione della domanda di anticipazione). Questo secondo versamento è vincolato alla verifica che il soggetto non abbia ripreso l’attività lavorativa e non percepisca trattamenti pensionistici diretti, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità;
  • novità su pensioni e previdenza: dal 1° gennaio 2026, l’integrazione per le pensioni minime in condizioni di disagio sale a 20 euro mensili, portando il limite di reddito per averne diritto a 260 euro annui. Sul fronte dei requisiti pensionistici, viene annullato l’aumento di tre mesi per chi svolge lavori usuranti o gravosi, mentre per le altre categorie l’adeguamento alla speranza di vita sarà limitato a un mese nel 2027 e due nel 2028. Per le Forze Armate e di Polizia è invece previsto un incremento graduale dei requisiti tra il 2028 e il 2030. Infine, per i dipendenti pubblici, i tempi di attesa per la liquidazione del TFR si accorciano, passando da 12 a 9 mesi a partire dal 2027;
  • riforma della previdenza complementare: a partire da luglio 2026, i neoassunti nel settore privato verranno iscritti automaticamente ai fondi pensione qualora non esprimano una preferenza entro 60 giorni. La normativa estende inoltre l’obbligo di conferimento del TFR non destinato alla previdenza complementare al fondo INPS anche per le aziende che raggiungono i 50 dipendenti, negli anni successivi al primo. Sono previste soglie specifiche di esclusione per il biennio 2026-2027 (sotto i 60 addetti) e un futuro ampliamento dal 2032 (per chi ne impiega almeno 40);
  • proroga dell’APE sociale: l’anticipo pensionistico viene esteso a tutto il 2026, mantenendo l’età minima di 63 anni e 5 mesi per le categorie svantaggiate (disoccupati, invalidi, caregiver o addetti a mansioni gravose). La procedura di accesso viene semplificata, fermo restando il divieto di cumulo con altri redditi da lavoro, salvo quelli da attività autonoma occasionale entro il limite di 5.000 euro annui.

Queste modifiche cercano di bilanciare il diritto al riposo con la necessità di alimentare i fondi pensione integrativi.

Strategie per le imprese e sviluppo territoriale

Le misure per il tessuto produttivo puntano sulla trasformazione digitale e sul rilancio economico delle aree più svantaggiate del Paese.

  • ritorno dell’iper-ammortamento: per il periodo 2026-2028, viene ripristinata la possibilità di maggiorare il valore fiscale degli acquisti in beni materiali e immateriali legati alla digitalizzazione. Il bonus, riservato a prodotti di provenienza UE o SEE, prevede deduzioni fiscali calcolate su tre livelli: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% fino a 10 milioni e 50% per la quota residua fino a un massimo di 20 milioni;
  • sostegno al Mezzogiorno (ZES Unica e ZLS): viene prorogato fino al 2028 il credito d’imposta per gli investimenti nel Sud Italia. L’agevolazione è modulata sulla dimensione dell’impresa, garantendo un credito d’imposta fino al 60% per le piccole aziende, al 50% per le medie e al 40% per le grandi realtà industriali, con meccanismi simili previsti anche per le Zone Logistiche Semplificate;
  • consolidamento della Nuova Sabatini: lo strumento per il rinnovo dei macchinari viene confermato con la possibilità di finanziare acquisti fino a 4 milioni di euro. Il contributo statale copre parte degli interessi bancari, applicando un tasso convenzionale del 2,75% per i beni standard e del 3,575% per le tecnologie 4.0.
  • regime forfettario e cumulo di redditi: resta fissato a 35.000 euro il tetto massimo di reddito da lavoro dipendente e assimilati oltre il quale professionisti e ditte individuali non possono accedere al regime forfettario per l’anno 2026.

Attraverso questi strumenti, la manovra intende modernizzare il sistema industriale e ridurre il divario economico tra Nord e Sud.

FAQ – Legge di Bilancio 2026: le misure per imprese e privati

1. Quali sono le novità per l’IRPEF nel 2026?

L’aliquota del secondo scaglione (28.000-50.000 euro) scende dal 35% al 33%, con un risparmio massimo di 440 euro annui. Per i redditi oltre i 200.000 euro, il beneficio viene neutralizzato tramite la riduzione delle detrazioni d’imposta per garantire l’equità del prelievo.

2. Come vengono tassati i premi di produttività e i turni?

L’imposta sui premi di risultato scende all’1% per le somme erogate nel 2026 e 2027, con un tetto agevolabile che sale a 5.000 euro. Le indennità per lavoro notturno, festivo e a turni sono invece soggette a un’imposta sostitutiva del 15% entro il limite di 1.500 euro annui.

3. Quali aiuti sono previsti per i genitori lavoratori?

Il bonus mamme sale a 60 euro mensili per chi ha almeno due figli e reddito sotto i 40.000 euro. Inoltre, il congedo parentale indennizzato al 30% e i permessi per malattia del bambino, vengono estesi fino ai 14 anni d’età dei figli per favorire la conciliazione vita-lavoro.

4. Cosa cambia per l’Assegno di Inclusione e l’ISEE?

Viene eliminato il mese di sospensione dell’ADI dopo i primi 18 mesi, garantendo continuità al sussidio. I criteri ISEE cambiano: la soglia di esenzione per la prima casa sale a 91.500 euro, mentre il monitoraggio patrimoniale includerà ora anche criptovalute e asset esteri.

5. Quali sono i principali incentivi per le imprese?

Ritorna l’iper-ammortamento fino al 180% per investimenti digitali 4.0 di origine UE o SEE. Sono inoltre confermati il credito d’imposta per la ZES Unica al Sud (fino al 60% per le piccole imprese) e i contributi della Nuova Sabatini per l’acquisto di macchinari tecnologici.