Riusciresti a immaginare un computer in grado di risolvere in pochi secondi operazioni che ai sistemi tradizionali richiederebbero milioni di anni. Non si tratta di fantascienza, ma di quantum computing, la tecnologia che cambierà il modo in cui proteggiamo dati, transazioni e identità digitali.
Cos’è il Quantum Computing
Il quantum computing non è un computer “più potente” ma un nuovo paradigma di calcolo. Mentre i computer tradizionali si basano su bit, che possono assumere solo due stati (0 o 1), i computer quantistici utilizzano i qubit, capaci di trovarsi in più stati contemporaneamente grazie alle leggi della meccanica quantistica.
Questa caratteristica permette di elaborare in parallelo un’enorme quantità di informazioni, riducendo drasticamente i tempi di calcolo e aprendo prospettive rivoluzionarie per l’intelligenza artificiale, la ricerca e la cybersecurity. Ma qual è l’impatto del Quantum computing sulla sicurezza digitale?
Una potenza così elevata porta con sé anche una sfida. Gli attuali sistemi di crittografia a chiave pubblica, alla base di pagamenti sicuri e identità digitali, si fondano su operazioni matematiche difficilissime da invertire, come la scomposizione in fattori primi. Oggi, un attacco a un sistema RSA richiederebbe milioni di anni di calcolo. Con un computer quantistico, lo stesso attacco potrebbe richiedere poche ore, mettendo a rischio l’intera infrastruttura del digital trust. Sorge, quindi, spontaneo chiedersi: “è possibile prevenire tutto ciò?”.
La crittografia post-quantum
Per fortuna, la comunità scientifica si sta già muovendo nella giusta direzione. Da oltre dieci anni, istituzioni come il NIST e i principali centri di cybersecurity europei lavorano alla crittografia post-quantum, una nuova generazione di algoritmi resistenti agli attacchi quantistici.
Questi sistemi, tra cui CRYSTALS-Dilithium, non si basano sulla fattorizzazione ma su problemi matematici più complessi e difficili da risolvere anche per i computer quantistici. L’obiettivo comune è arrivare, entro il 2030, a una standardizzazione internazionale che garantisca la sicurezza di reti e comunicazioni anche nell’era quantistica.
Il ruolo dei Trust Service Provider nella transizione post-quantum
I Trust Service Provider (TSP) sono infrastrutture critiche del sistema digitale europeo e hanno un ruolo chiave nel percorso verso la sicurezza post-quantum.
Il piano operativo prevede:
– entro il 2026: analisi delle vulnerabilità e mappatura dei processi a rischio;
– dal 2026 al 2030: implementazione graduale degli algoritmi post-quantum e piena interoperabilità tra standard internazionali.
Due elementi guideranno questa evoluzione:
– Crypto agility, la capacità di aggiornare gli algoritmi di sicurezza senza interrompere i servizi;
– Approccio ibrido, che combina crittografia classica e post-quantum per una transizione graduale e sicura.
Come spiega Fabrizio Leoni, “è come lavorare sui tubi del gas mentre il gas scorre ancora dentro”: bisogna innovare senza compromettere la fiducia.
Una sfida globale, una risposta condivisa
La sfida del quantum computing è globale e richiede cooperazione internazionale. Le istituzioni europee e americane stanno lavorando in sinergia per armonizzare metodi, tempistiche e standard, creando un ecosistema di sicurezza digitale resiliente e interoperabile.
Tinexta Infocert e la costruzione di un futuro digitale più sicuro
Il quantum computing è destinato a cambiare radicalmente la sicurezza digitale. La transizione verso la crittografia post-quantum non è più solo una prospettiva: è un percorso già iniziato, fondato su ricerca, collaborazione e innovazione. In questo contesto, Tinexta Infocert gioca un ruolo da protagonista.
Investendo costantemente in innovazione e ricerca, anticipa le sfide della crittografia post-quantum e collabora con istituzioni internazionali per costruire un ecosistema di digital trust sicuro e interoperabile. Tinexta Infocert partecipa a progetti strategici nel campo della cybersecurity, della digital identity e della protezione dei dati, contribuendo alla trasformazione digitale dell’Europa.
Come sottolinea Leoni, “la situazione è sotto controllo: sarà un percorso lungo ma ci arriveremo insieme.”
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