Gli enti cooperativi sono stati oggetto di un recente aggiornamento normativo che risponde alla necessità di razionalizzare il sistema di vigilanza, in linea con l’attuale disegno di legge delega per la riforma delle amministrazioni straordinarie.

Il fulcro di questo riassetto è rappresentato da tre decreti ministeriali del 5 marzo 2025, per digitalizzare i flussi ispettivi, elevare gli standard qualitativi della vigilanza e armonizzare le procedure di controllo con le disposizioni del Codice della crisi d’impresa.

Questi provvedimenti, entrati in vigore il 1° aprile 2025, intervengono in modo specifico sulla revisione cooperativa, sull’ispezione straordinaria e sull’aggiornamento dei controlli per le Banche di Credito Cooperativo (BCC).

L’obiettivo tecnico è il rafforzamento dei parametri di trasparenza e tempestività. La riforma, inoltre, sancisce l’adozione di una nuova modulistica ufficiale per le attività di vigilanza ordinaria e straordinaria, superando definitivamente i modelli del 2015 corretti nel 2017.

La novità più rilevante consiste nell’introduzione dell’obbligo di dematerializzazione dei verbali e nell’impiego della firma digitale, strumenti necessari per garantire l’uniformità e l’integrità dei dati raccolti durante le fasi di accertamento presso gli enti cooperativi.

Verbalizzazione telematica e firma digitale negli enti cooperativi

Il primo decreto ministeriale del 5 marzo 2025 ridefinisce l’operatività della revisione cooperativa, confermando la cadenza almeno biennale con cicli calcolati a partire dalle annualità dispari.

L’assegnazione dell’incarico avviene ora tramite piattaforme informative dedicate, attivando precisi doveri di collaborazione che includono la messa a disposizione di libri sociali, registri e ogni documentazione necessaria al controllo. In presenza di anomalie regolarizzabili, la norma prevede l’istituto della diffida, concedendo agli enti un arco temporale variabile tra 15 e 90 giorni per sanare le inadempienze rilevate.

L’elemento di rottura rispetto al passato risiede nella digitalizzazione dei flussi documentali: le risultanze ispettive devono confluire esclusivamente nei nuovi modelli di verbale, la cui validità legale è garantita dalla sottoscrizione tramite firma digitale.

Di norma, l’intero accertamento viene gestito da remoto, impiegando strumenti informatici che assicurino il pieno rispetto del contraddittorio, previa acquisizione della documentazione attestante l’adempimento delle diffide impartite.

Nel caso in cui circostanze concrete lo richiedano, il revisore potrà svolgere l’accertamento in presenza, dandone adeguata motivazione all’interno del verbale.

Tuttavia, l’utilizzo dei nuovi modelli di verbale è subordinato alla conclusione del processo di reingegnerizzazione dei sistemi della Direzione generale. In attesa della conclusione di tale processo, sono utilizzabili i modelli e le procedure preesistenti.

Sinergia tra vigilanza e Codice della crisi negli enti cooperativi

L’aggiornamento della modulistica recepisce in modo strutturato le direttive del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Per gli enti cooperativi, ciò si traduce in un sistema di controllo orientato alla prevenzione: i revisori hanno ora il compito di accertare l’avvenuta istituzione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, come previsto dall’art. 2086 del Codice Civile.

Tale verifica è preordinata a intercettare precocemente eventuali segnali di squilibrio economico o la potenziale perdita della continuità aziendale.

L’Elenco dei Revisori abilitati per gli enti cooperativi

L’architettura della vigilanza si regge sulla tenuta dell’Elenco dei Revisori, la cui gestione è ora ufficialmente in capo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

L’iscrizione a tale registro è riservata esclusivamente a chi abbia già maturato l’abilitazione o a chi superi specifici corsi di formazione promossi dal Dicastero o dalle Associazioni Nazionali di Rappresentanza.

Il sistema di accreditamento punta a elevare lo standard qualitativo del revisore cooperativo, assicurando che ogni verifica sia condotta da figure professionali certificate e aggiornate.

L’articolazione dell’Elenco prevede una distinzione funzionale in due sezioni tecniche:

  1. la prima accoglie i dipendenti della Pubblica Amministrazione;
  2. la seconda è dedicata ai revisori che prestano attività per conto delle Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del movimento cooperativo.

I requisiti di accesso e le categorie di soggetti ammessi all’ispezione degli enti cooperativi sono riassunti nella seguente tabella:

Categoriapuò iscriversi al nuovo Albo dei Revisori Cooperativi?Requisiti specifici previsti dal D.M. 5 marzo 2025note
Dottori commercialisti/ Esperti contabili Si– Partecipazione a selezione pubblica
– Corso abilitante ≥ 90 ore
– Superamento dell’esame finale
Non è sufficiente essere commercialista: serve comunque il percorso abilitante.
AvvocatiSi– Partecipazione a selezione pubblica
– Corso abilitante ≥ 90 ore
– Esame finale
Inclusi esplicitamente nella riforma della vigilanza.
Consulenti del lavoroSi– Selezione pubblica
– Corso abilitante ≥ 90 ore
– Esame finale
Ammessi come categoria professionale abilitabile.
Revisori già abilitati prima del 2025Si (automaticamente confermati)– Risultare già iscritti all’elenco precedenteNon devono ripetere il percorso abilitante.
dipendenti pubbliciSi– Devono essere iscritti all’Elenco dei Revisori del MIMIT
– Devono risultare abilitati secondo le modalità previste
Possono essere incaricati delle revisioni e delle ispezioni.
privati cittadini non iscritti agli OrdiniSi “I soggetti, in possesso almeno del diploma di scuola media superiore, che non si trovino nelle condizioni previste dall’art. 2382 c.c.”​
[normattiva.it]

Firma digitale: la soluzione di Tinexta Infocert

Il passaggio alla dematerializzazione dei processi ispettivi rende indispensabile l’utilizzo di strumenti di sottoscrizione che garantiscano l’immodificabilità dei documenti prodotti.

Per rispondere a questo requisito, Tinexta Infocert — Certification Authority leader in Italia con oltre 10,7 milioni di certificati rilasciati — offre soluzioni di firma digitale certificate e valide in tutta Europa.

Tra queste, la Firma Remota si distingue per la massima flessibilità: si attiva mediante videoriconoscimento, riconoscimento con SPID, o con CIE e consente di firmare da qualsiasi dispositivo tramite l’app GoSign, l’app My Infocert o con un semplice SMS.

Chi invece necessita anche del certificato CNS per accedere ai portali della Pubblica Amministrazione può optare per la Business Key (chiavetta USB) o la Smart Card

Tutti i certificati hanno validità triennale e garantiscono la piena conformità operativa ai nuovi flussi digitali e agli obblighi di dematerializzazione stabiliti dai decreti ministeriali del 5 marzo 2025.

FAQ – Enti cooperativi: riforma vigilanza con firma digitale e nuova modulistica

1. Quali sono le principali novità introdotte dai decreti del 5 marzo 2025?

I nuovi provvedimenti del MIMIT impongono agli enti cooperativi l’adozione di una modulistica aggiornata e l’obbligo di verbalizzazione digitale. La riforma punta a rendere i controlli più trasparenti e tempestivi, integrando le verifiche sugli adeguati assetti previsti dal Codice della Crisi.

2. Come cambia la procedura di revisione per gli enti cooperativi?

La revisione mantiene la cadenza biennale, ma lo svolgimento avviene ora prevalentemente da remoto tramite piattaforme informatiche. Il revisore cooperativo deve documentare l’attività nei nuovi modelli di verbale, garantendo sempre il pieno rispetto del contraddittorio con l’ente.

3. Cosa prevede il controllo sugli adeguati assetti?

In linea con l’art. 2086 del Codice Civile, la vigilanza presso gli enti cooperativi deve accertare la presenza di una struttura organizzativa e di sistemi amministrativi e contabili idonei a rilevare tempestivamente segnali di crisi. L’obiettivo è prevenire l’insolvenza e garantire la continuità aziendale attraverso una costante vigilanza delle cooperative.

4. Chi può essere incaricato dello svolgimento delle revisioni?

Possono operare solo i soggetti iscritti al nuovo Elenco dei Revisori del MIMIT, suddiviso tra dipendenti pubblici e professionisti delle Associazioni di categoria. L’abilitazione è riservata a chi possiede i requisiti previsti o ha superato i percorsi formativi abilitanti per il revisore cooperativo.

5. Quali soluzioni Tinexta InfoCert facilitano questi adempimenti?

Tinexta InfoCert fornisce kit di firma digitale (Business Key o Smart Card) e soluzioni di Firma Remota indispensabili per sottoscrivere i verbali dematerializzati. Questi strumenti assicurano piena validità legale e permettono agli amministratori degli enti cooperativi di firmare i documenti in tempo reale da qualsiasi dispositivo.