La lotta al riciclaggio di denaro rappresenta oggi una delle priorità principali dell’Unione Europea. In questo scenario, le attività diAnti Money Laundering (AML) stanno vivendo una fase di profonda trasformazione, con impatti significativi sull’organizzazione delle imprese e sul lavoro dei professionisti.

Il sistema AML si sta evolvendo per far fronte a sfide transnazionali sempre più complesse, segnando un passaggio cruciale con l’istituzione della nuova Authority for Anti Money Laundering and Countering the Financing of Terrorism (AMLA). Questa autorità costituirà la pietra angolare per la costruzione di un sistema europeo più solido ed efficace nella prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Il Single Programming Document 2026-2028, pubblicato il 4 febbraio 2026, definisce le priorità strategiche dell’Autorità per i primi anni di attività, delineando una vera e propria roadmap destinata a influenzare l’evoluzione della normativa nei prossimi anni.

Che cos’è l’antiriciclaggio nel quadro normativo europeo

Nel contesto normativo europeo dedicato alla prevenzione dei reati finanziari, l’antiriciclaggio rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui si basa l’intero sistema di prevenzione del riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.

Questo impianto coinvolge banche, professionisti e imprese, che devono rispettare specifici obblighi:

  1. identificare i clienti
  2. monitorare le operazioni
  3. segnalare eventuali attività sospette alle autorità competenti.

Nel nuovo contesto europeo, il quadro di AML è destinato a diventare sempre più armonizzato e coordinato a livello europeo.

Con le riforme in corso a livello UE, il quadro normativo AML è destinato a diventare sempre più armonizzato e coordinato tra i diversi Stati membri. In questo scenario, imprese e soggetti obbligati sono chiamati ad adottare procedure e controlli mirati per evitare che il sistema economico venga utilizzato per finalità illecite.

Tra gli strumenti più rilevanti rientra il protocollo KYC (Know Your Customer), che consente di identificare clienti e titolari effettivi, analizzare lo scopo del rapporto d’affari e definire con precisione il profilo di rischio.

Attraverso queste attività i soggetti obbligati possono monitorare nel tempo i rapporti commerciali e individuare eventuali operazioni sospette, contribuendo al funzionamento del sistema europeo di AML e alla prevenzione dei fenomeni di riciclaggio.

Le priorità AMLA per il triennio 2026-2028

Il piano triennale definisce la strategia e le risorse necessarie affinché l’Autorità possa assumere un ruolo centrale nel rafforzamento del sistema di prevenzione europeo e nel contrasto ai flussi finanziari illeciti.

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’AMLA la pietra angolare del sistema europeo di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

La strategia dell’Autorità si basa su tre risultati principali e su cinque direttrici strategiche di lungo periodo, che rappresentano le aree di intervento prioritarie nel periodo 2026-2028.

La roadmap per la vigilanza diretta e indiretta

L’azione dell’AMLA per il prossimo triennio si articola su due binari paralleli volti a garantire l’efficacia e l’armonizzazione della supervisione antiriciclaggio nell’Unione Europea.

Vigilanza diretta

L’obiettivo principale è l’avvio del primo ciclo di vigilanza diretta entro la metà del 2028. Il percorso preparatorio prevede tappe fondamentali:

Vigilanza indiretta

L’AMLA opererà per assicurare la convergenza delle prassi nazionali attraverso i seguenti passaggi:

3 obiettivi chiave della strategia AMLA

Il mandato dell’Autorità europea nel campo dell’AML si concretizza nel perseguimento di tre risultati fondamentali.

Il primo riguarda il completamento del corpus normativo unico europeo, il cosiddetto single rulebook, con l’obiettivo di garantire coerenza e convergenza nell’applicazione delle regole antiriciclaggio in tutti gli Stati membri.

Il secondo si concentra sullo sviluppo di pratiche di vigilanza armonizzate, sia nel settore finanziario sia in quello non finanziario. Questo consentirà di rafforzare la qualità dei controlli e garantire standard di supervisione uniformi a livello europeo.

Infine, il terzo obiettivo mira al rafforzamento dei metodi di lavoro e della cooperazione tra le unità di informazione finanziaria (FIU).

Le FIU svolgono infatti un ruolo centrale nell’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette e nel coordinamento delle attività investigative contro il riciclaggio.

5 direttrici strategiche dell’AMLA

Accanto ai risultati strategici, l’Autorità ha individuato cinque obiettivi di lungo periodo che rappresentano le principali direttrici della propria attività.

La prima direttrice è rappresentata dalla creazione di un quadro AML/CFT uniforme nell’Unione Europea. L’AMLA intende promuovere standard elevati, metodologie comuni e strumenti condivisi per garantire maggiore coerenza nell’applicazione delle norme antiriciclaggio.

Un secondo ambito di intervento concerne il rafforzamento della cooperazione tra autorità e stakeholder. L’obiettivo è creare un fronte comune che veda coinvolti autorità di vigilanza, FIU, istituzioni UE, forze di polizia e operatori del settore privato.

Un ulteriore pilastro strategico è l’utilizzo delle tecnologie e dell’analisi dei dati. AMLA intende investire in strumenti avanzati di analisi, piattaforme digitali e sistemi di monitoraggio capaci di migliorare la valutazione dei rischi e l’efficacia delle attività di supervisione.

Parallelamente il rafforzamento della credibilità istituzionale dell’Autorità, passa attraverso un modello di governance solido, politiche di integrità e una comunicazione trasparente con i cittadini e con gli stakeholder.

Completa il quadro il consolidamento del ruolo dell’Unione Europea come leader globale nella prevenzione della criminalità finanziaria, attraverso eccellenza normativa, innovazione e coordinamento delle attività di intelligence finanziaria.

Le prossime attività operative dell’AMLA

Oltre alla definizione degli obiettivi strategici, la roadmap AMLA prevede anche una serie di attività operative che verranno sviluppate nei prossimi anni.

Tra queste rientrano:

Queste iniziative mirano a rendere il sistema europeo di antiriciclaggio più efficace, coordinato e capace di affrontare fenomeni criminali sempre più complessi e transnazionali.

Digitalizzazione e adeguata verifica: il supporto delle soluzioni Tinexta Infocert

In un contesto normativo sempre più articolato, imprese e professionisti devono dotarsi di strumenti capaci di semplificare i processi di adeguata verifica della clientela.

​In questo scenario si inserisce TOP di Tinexta InfoCert, la soluzione dedicata ai processi di KYC (Know Your Customer) e alle attività di adeguata verifica.​

La piattaforma consente di digitalizzare l’intero processo di onboarding del cliente, permettendo alle aziende di raccogliere dati e documenti completamente da remoto e di gestire in modo strutturato le attività richieste dalla normativa antiriciclaggio.

Attraverso questa soluzione è possibile:

La piattaforma supporta processi B2B e B2C, consentendo alle organizzazioni di integrare i controlli AML nei propri flussi operativi e di migliorare l’efficienza delle procedure di verifica della clientela.

In questo modo imprese e professionisti possono affrontare con maggiore efficacia le sfide poste dal nuovo quadro europeo di AML, garantendo al tempo stesso conformità normativa, sicurezza operativa e maggiore efficienza nei processi di onboarding.

FAQ – Anti Money Laundering: la roadmap AMLA 2026-2028

1. Che cos’è l’AMLA e quale ruolo avrà nel sistema europeo?

L’AMLA è la nuova Autorità europea per l’antiriciclaggio e il contrasto al finanziamento del terrorismo. Il suo ruolo è quello di diventare la pietra angolare del sistema UE, armonizzando le regole e garantendo una supervisione efficace e uniforme tra tutti gli Stati membri.

2. Come si articolerà l’azione di vigilanza dell’AMLA?

L’Autorità opererà su due livelli: una vigilanza diretta sugli enti finanziari a più alto rischio e una vigilanza indiretta volta ad armonizzare le prassi delle autorità nazionali. L’obiettivo è garantire l’applicazione uniforme del “Single Rulebook” in tutta l’Unione Europea attraverso metodologie di controllo comuni.

3. Quali strumenti utilizzerà l’AMLA per garantire la conformità?

L’AMLA si avvarrà di Joint Supervisory Teams (JST) per i controlli diretti, piattaforme digitali per l’analisi avanzata dei dati e un sistema sanzionatorio armonizzato. Inoltre, promuoverà programmi di formazione e scambio di best practices per uniformare la supervisione tra i vari Stati membri.

3. In cosa consiste la vigilanza indiretta dell’AMLA?

L’Autorità opererà per uniformare le prassi delle autorità nazionali. Tra il 2026 e il 2027 si concentrerà sulla mappatura dei rischi, mentre da giugno 2027 avvierà il monitoraggio sull’attuazione del nuovo pacchetto legislativo e delle norme tecniche (RTS).

4. Quali sono le priorità tecnologiche dell’Autorità per il triennio 2026-2028?

L’AMLA punta alla creazione di un “data ecosystem” europeo basato su infrastrutture digitali avanzate. L’obiettivo è utilizzare analisi dei dati e strumenti tecnologici innovativi per migliorare la valutazione dei rischi e l’efficacia dei controlli di supervisione.

5. In che modo le soluzioni Tinexta InfoCert supportano i soggetti obbligati?

Le soluzioni Tinexta InfoCert permettono di digitalizzare l’intero processo di onboarding e KYC. Attraverso la piattaforma è possibile raccogliere documenti da remoto, calcolare il rating di rischio e gestire l’adeguata verifica in modo automatizzato e conforme alla normativa.

  • entro la fine del 2026: definizione delle procedure e dei canali sicuri per il trasferimento della documentazione dalle autorità nazionali all’AMLA;
  • entro il 2027: piena operatività del quadro per i “trasferimenti eccezionali di vigilanza” attraverso l’elaborazione di un quadro specifico che comprenderà criteri oggettivi di attivazione, procedure decisionali, requisiti in materia di prove, garanzie giuridiche e pianificazione delle risorse;
  • entro il 2028: istituzione delle metodologie per le ispezioni, del modello dei Joint Supervisory Teams (JST) e di un sistema sanzionatorio armonizzato che garantisca il giusto processo.
  • 2026 – giugno 2027: fase preparatoria focalizzata sulla mappatura dei rischi e sul benchmarking per individuare le priorità di vigilanza;
  • giugno 2027: avvio del monitoraggio sull’attuazione del nuovo pacchetto legislativo AML e delle relative norme tecniche (RTS);
  • periodo 2026-2028: definizione del calendario per le “revisioni di convergenza”, il cui primo ciclo avrà una durata prevista di circa sette anni, accompagnato da programmi di formazione e scambio di best practices.
  • la costruzione di un ecosistema europeo dei dati antiriciclaggio, basato su infrastrutture digitali avanzate;
  • la progressiva implementazione della vigilanza diretta su alcuni soggetti finanziari ad alto rischio;
  • il rafforzamento delle attività di supervisione indiretta e coordinamento delle autorità nazionali;
  • lo sviluppo di strumenti di cooperazione tra settore pubblico e operatori privati.
  • configurare questionari personalizzati per il reperimento delle informazioni necessarie;
  • applicare la firma digitale, il sigillo e inviare la documentazione in conservazione;
  • calcolare un rating di rischio e uno score per ogni cliente;
  • gestire l’intero processo KYC in modalità end-to-end.