Il quantum computing rappresenta uno dei cambiamenti più profondi nella storia dell’informatica, con implicazioni che vanno ben oltre il mondo della ricerca e della tecnologia pura.
A differenza dei sistemi di calcolo tradizionali, che operano su bit binari (0 o 1), i computer quantistici sfruttano i principi della meccanica quantistica per elaborare informazioni in modi radicalmente diversi.
La sovrapposizione quantistica consente a un qubit — l’unità base di informazione quantistica — di esistere in una combinazione di più stati, mentre il fenomeno dell’entanglement permette a qubit anche distanti di essere fortemente correlati.
Il risultato è la possibilità di ottenere vantaggi computazionali significativi rispetto ai sistemi classici — in alcuni casi anche esponenziali — aprendo la strada alla risoluzione di problemi oggi considerati intrattabili.
Cosa significa quantum computing
Un computer quantistico non è semplicemente un computer più veloce: è uno strumento fondamentalmente diverso, progettato per affrontare categorie specifiche di problemi in cui la complessità computazionale cresce in modo tale da rendere estremamente inefficace o impraticabile un approccio basato solo sull’aumento di potenza dei sistemi tradizionali.
Simulare il comportamento di molecole complesse, ottimizzare sistemi con milioni di variabili interdipendenti, rompere o costruire schemi crittografici avanzati: queste sono le aree in cui la tecnologia quantistica esprime il proprio vantaggio autentico.
La sfida attuale consiste nel passare dai sistemi ancora rumorosi e parzialmente affidabili di oggi — i cosiddetti NISQ (Noisy Intermediate-Scale Quantum) — a macchine stabili e scalabili, in grado di mantenere la coerenza quantistica per tempi sufficientemente lunghi da completare calcoli complessi.
Il Quantum Advantage: quando il vantaggio diventa misurabile
Il concetto di Quantum Advantage indica il momento in cui un sistema quantistico risolve un problema specifico in modo significativamente più efficiente di qualsiasi alternativa classica disponibile.
Va distinto dalla cosiddetta supremazia quantistica, che indica più semplicemente la capacità di un computer quantistico di superare uno classico su un qualsiasi compito — anche artificiale — indipendentemente dalla sua utilità pratica.
Il Quantum Advantage riguarda invece problemi reali e rilevanti, e non si tratta di un traguardo unico e definitivo, ma di una soglia che viene superata in modo progressivo e differenziato a seconda del dominio applicativo.
In ambito farmaceutico e dei nuovi materiali, la simulazione quantistica potrebbe ridurre drasticamente i tempi e i costi della ricerca, consentendo di modellare interazioni molecolari con una fedeltà impossibile per i sistemi classici.
In finanza, gli algoritmi quantistici possono ottimizzare portafogli complessi e gestire il rischio in tempo reale su scala molto superiore all’attuale.
Nella logistica e nei trasporti, problemi di routing con milioni di variabili — oggi approssimati per necessità — potrebbero trovare soluzioni ottimali.
Entro la fine di questo decennio, questi scenari sono destinati a passare dalla sperimentazione alla produzione operativa.
La minaccia alla crittografia: un rischio sistemico
Accanto alle opportunità, il quantum computing porta con sé una sfida critica e urgente per la sicurezza digitale globale.
La crittografia è la scienza che protegge le informazioni trasformandole in un formato incomprensibile a chiunque non possieda la chiave corretta: su di essa si reggono le identità digitali, le firme elettroniche, le transazioni finanziarie, tutte le comunicazioni riservate e l’intera infrastruttura dei servizi digitali moderni.
Gli algoritmi crittografici oggi considerati sicuri — in particolare RSA e le curve ellittiche — si basano sulla difficoltà computazionale di fattorizzare grandi numeri o risolvere problemi matematici specifici.
Un computer quantistico sufficientemente potente, applicando algoritmi come quello di Shor, potrebbe rendere questi sistemi obsoleti in tempi relativamente brevi.
Non si tratta di uno scenario puramente ipotetico: gli esperti stimano che entro il 2030 potrebbero essere disponibili computer quantistici in grado di compromettere gli attuali standard crittografici, con conseguenze potenzialmente devastanti per qualsiasi organizzazione che non abbia provveduto ad aggiornare la propria infrastruttura di sicurezza.
La risposta istituzionale: nuovi standard globali
Il NIST (National Institute of Standards and Technology), l’agenzia governativa statunitense che da decenni guida la definizione degli standard crittografici internazionali, ha selezionato quattro algoritmi resistenti al quantum computing.
Tre di questi sono stati formalmente pubblicati come standard federali nell’agosto 2024, mentre il quarto è in fase di pubblicazione finale.
Sul sito ufficiale del NIST è disponibile tutta la documentazione tecnica, e l’agenzia invita esplicitamente le organizzazioni a iniziare immediatamente la transizione verso questi nuovi standard.
Anche la Commissione Europea si è mossa nella stessa direzione, presentando una roadmap strutturata per la migrazione alla crittografia post-quantum, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere la leadership globale in questo settore entro il 2030.
La transizione, tuttavia, non sarà né rapida né indolore: non avverrà una sostituzione totale e immediata dei vecchi sistemi, ma un graduale processo di integrazione tra crittografia tradizionale e sicurezza post-quantum, che richiede pianificazione, competenze specializzate e investimenti mirati.
Il mercato si muove: i segnali concreti
I primi segnali operativi di questa transizione sono già visibili nel tessuto industriale e regolamentare.
Airbus, una delle principali aziende aerospaziali al mondo, ha avviato le prime richieste di audit sulla post-quantum readiness, intraprendendo una verifica strutturata dell’adeguatezza dei propri sistemi di protezione digitale rispetto alle minacce legate al quantum computing.
Un segnale particolarmente significativo, considerando che Airbus opera in un settore in cui la sicurezza delle comunicazioni e dei dati ha un valore critico.
Sul fronte regolamentare, SEPBLAC — l’Unità di Intelligence Finanziaria e l’Autorità di Vigilanza spagnola per la prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento al terrorismo — si è attivamente informata sulle strategie di migrazione verso sistemi post-quantum, segnalando come il tema stia entrando nell’agenda delle autorità di controllo finanziario europee.
Questi non sono casi isolati: rappresentano l’avanguardia di una tendenza destinata a diffondersi rapidamente in tutti i settori regolamentati, man mano che gli standard NIST e le indicazioni europee si tradurranno in requisiti operativi concreti per banche, assicurazioni, infrastrutture critiche e provider di servizi digitali.
Tinexta Infocert: una posizione d’avanguardia costruita nel tempo
In questo scenario, Tinexta InfoCert si è consolidata come pioniere nel campo della crittografia post-quantum.
A conferma di tale autorevolezza, la stessa SEPBLAC si è rivolta direttamente all’azienda per approfondire le strategie di migrazione verso i nuovi sistemi di protezione.
Questo posizionamento è il risultato di oltre quattro anni di ricerca applicata e collaborazioni accademiche, tra cui il coordinamento di tre tesi di laurea nel periodo 2023–2025.
Sul fronte istituzionale, Tinexta Infocert ha ottenuto il finanziamento della Commissione Europea per due progetti strategici:
- Topiki, di cui è coordinatrice;
- QCERT, in cui ricopre il ruolo di partner chiave.
Entrambi i progetti mirano a blindare firma digitale, identità e servizi Trust contro le minacce dei computer quantistici, con conclusione prevista per il 2029.
Grazie a questo solido percorso di anticipazione tecnologica, Tinexta InfoCert si propone oggi come il partner strategico naturale per guidare istituzioni e grandi imprese verso la sicurezza del futuro.
FAQ – Quantum Computing e Quantum Advantage: scenari, impatti e opportunità
1. Che cos’è il quantum computing e in cosa differisce dai computer classici?
Il quantum computing sfrutta le leggi della meccanica quantistica per elaborare informazioni tramite qubit, unità che possono esistere in più stati contemporaneamente. A differenza dei bit tradizionali (0 o 1), i qubit permettono di risolvere in tempi brevi alcuni calcoli estremamente complessi per i sistemi classici.
2. Che cosa si intende con il termine “Quantum Advantage”?
Il Quantum Advantage indica il momento in cui un sistema quantistico risolve un problema pratico e rilevante in modo significativamente più efficiente di qualunque computer classico. Questo vantaggio non è un traguardo unico, ma si manifesta progressivamente in settori come la farmaceutica, la finanza e la logistica.
3. Perché il quantum computing rappresenta una minaccia per la crittografia attuale?
I computer quantistici possono applicare algoritmi capaci di violare gli standard crittografici oggi sicuri (come RSA e le curve ellittiche). Ciò mette a rischio la riservatezza delle comunicazioni e delle identità digitali, rendendo necessaria la transizione verso sistemi di protezione più evoluti.
4. Qual è la risposta delle istituzioni alla minaccia quantistica?
Il NIST ha già standardizzato nuovi algoritmi resistenti, mentre la Commissione Europea ha definito una roadmap per la migrazione alla crittografia post-quantum. L’obiettivo è integrare gradualmente questi nuovi protocolli nelle attuali infrastrutture digitali entro il 2030.
5. Qual è il ruolo di Tinexta InfoCert nella transizione post-quantum?
Tinexta InfoCert ricopre una posizione di leadership, coordinando progetti europei strategici come Topiki e QCERT per blindare la firma digitale e i servizi Trust. L’azienda è oggi l’interlocutore di riferimento per istituzioni e imprese che necessitano di strategie di migrazione sicure e certificate.