In diversi settori mancano professionisti e lavoratori specializzati, una situazione che può rappresentare un’opportunità per chi vuole entrare nel mercato del lavoro o valutare una ricollocazione professionale.
Ma quanto costa aprire una partita IVA? Per chi vuole svolgere un’attività in autonomia, l’apertura non comporta un costo diretto, ma alcune spese possono nascere dagli adempimenti fiscali, previdenziali e, in alcuni casi, dall’iscrizione alla Camera di Commercio.
Le figure professionali più difficili da reperire
Secondo un’analisi riportata da la Repubblica e condotta da Indeed Hiring Lab, ingegneria, tecnologia e sanità sono tra gli ambiti con il maggiore squilibrio tra domanda delle aziende e candidature ricevute: il Reliability Engineer registra il 95% di candidature in meno rispetto alla media degli annunci, mentre per ingegneria industriale ed elettronica la riduzione è del 76% e per gli sviluppatori software del 72%.
Anche sul fronte dei mestieri tecnico-pratici la domanda è elevata: l’Osservatorio 2026 del Centro Nazionale Orientamento ELIS, realizzato con Skuola.net, indica tra le figure più difficili da reperire operai edili, manutentori industriali, elettricisti, saldatori, meccanici specializzati, idraulici e tecnici dell’automazione.
La carenza di candidati può quindi rappresentare un’opportunità per chi possiede competenze spendibili sul mercato e valuta il lavoro autonomo.
Quanto costa davvero aprire una partita IVA nel 2026
L’apertura della partita IVA, di per sé, è gratuita.
Per il professionista che deve iniziare un’attività autonoma, il primo adempimento consiste nella presentazione della dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate.
Il costo può derivare, invece, dall’eventuale assistenza di un commercialista o di un altro professionista incaricato di gestire l’apertura e i relativi adempimenti, soprattutto quando è necessario individuare il corretto codice ATECO, il regime fiscale e la gestione previdenziale.
Per le imprese, l’avvio dell’attività comporta adempimenti ulteriori rispetto a quelli previsti per un libero professionista. Oltre all’apertura della partita IVA, è infatti necessario iscriversi al Registro delle imprese tenuto dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA).
I piccoli imprenditori e le imprese artigiane si iscrivono alla sezione speciale del registro e sono tenuti al pagamento di un diritto annuale pari a € 44,00 per la sede, a cui si aggiungono € 8,80 per ogni unità locale.
Per il triennio 2026-2028, il MIMIT ha inoltre autorizzato una maggiorazione del 20%, la cui applicazione è collegata alle deliberazioni delle singole CCIAA.
Tra i costi di apertura di una partita IVA per le imprese rientrano anche i bolli e i diritti di segreteria dovuti al momento dell’iscrizione.
Le professioni più richieste dal mercato
Vediamo alcune delle figure professionali più richieste, analizzando per ciascuna i principali aspetti fiscali e previdenziali da considerare in caso di attività autonoma.
Sviluppatore software e consulente IT
Lo sviluppatore software può lavorare su applicazioni, siti, sistemi gestionali, programmi personalizzati e soluzioni per l’automazione.
La consulenza informatica può invece riguardare infrastrutture, sistemi, sicurezza e assistenza tecnologica.
La classificazione ATECO 2025 distingue le due attività:
- 62.10.00 per la programmazione informatica;
- 62.20.10 per l’attività di consulenza.
Nel caso in cui l’attività sia svolta come libero professionista, senza organizzazione in forma d’impresa, non è richiesta l’iscrizione alla Camera di Commercio e non è previsto un albo professionale specifico.
Scheda fiscale e previdenziale
- regime forfettario: accessibile, se ricorrono tutti i requisiti, entro la soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi o compensi;
- coefficiente di redditività: 67%;
- previdenza: Gestione Separata INPS nel caso del libero professionista. L’aliquota 2026 è del 26,07% per tutti coloro che sono privi di altra cassa previdenziale.;
- contributi minimi: nella Gestione Separata non è previsto un minimale contributivo analogo a quello degli artigiani;
- Camera di Commercio: generalmente non richiesta per il libero professionista che svolge consulenza informatica.
Il quadro è diverso, se l’attività consiste nella produzione di software, che si presuppone richieda l’organizzazione propria di un’impresa. In quel caso può essere necessaria l’iscrizione al Registro delle imprese e alla Gestione Artigiani INPS.
La qualificazione va quindi collegata all’attività realmente esercitata.
Elettricista
L’elettricista può occuparsi di installazione, manutenzione e riparazione di impianti elettrici, sistemi di illuminazione, cablaggi e alcune infrastrutture tecnologiche. È una delle attività tecnico-pratiche per le quali ELIS segnala una forte difficoltà di reperimento.
Scheda fiscale e previdenziale
- ATECO: la classificazione 2025 prevede, i seguenti codici:
- 43.21.01: installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici;
- 43.21.02:installazione di cablaggi per telecomunicazioni e altre reti;
- 43.21.03: installazione di impianti di illuminazione stradale e di piste aeroportuali;
- regime forfettario: possibile se sono rispettati i requisiti previsti;
- coefficiente di redditività: 86%;
- Camera di Commercio: è necessaria l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane;
- previdenza: Gestione Artigiani INPS;
- contributi minimi: sì, perché gli artigiani sono soggetti alla contribuzione sul reddito minimale anche quando il reddito effettivo è inferiore. Se il reddito non eccede € 18.808,00 sono dovuti i contributi fissi pari a €4.521,36. Sul reddito eccedente si applica l’aliquota del 24%;
- riduzioni contributive: i soggetti in regime forfettario possono usufruire di una riduzione pari al 35% della contribuzione ordinaria INPS dovuta ai fini previdenziali;
- requisiti professionali: sono richiesti i requisiti tecnico-professionali previsti dalla normativa sugli impianti.
Il costo previdenziale rappresenta una voce strutturale da considerare anche negli anni in cui l’attività produce un reddito contenuto.
Idraulico e installatore di impianti
Chi svolge questa professione può occuparsi di impianti idraulico-sanitari, riscaldamento, climatizzazione, distribuzione del gas e altre installazioni tecniche.
Scheda fiscale e previdenziale
- ATECO: la classificazione 2025 prevede codici differenti in base al tipo di impianto e alla lavorazione. Il codice più ricorrente è il 43.22.05 da usare quando l’attività consiste nella installazione di altri impianti termo-idraulici;
- regime forfettario: possibile se ne ricorrono i requisiti;
- coefficiente di redditività: 86%;
- Camera di Commercio: è necessaria l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane;
- previdenza: Gestione Artigiani INPS;
- contributi minimi: sì, come per gli elettricisti;
- riduzioni contributive: nella misura del 35% per i soggetti in regime forfettario;
- requisiti professionali: sono richiesti i requisiti tecnico-professionali previsti dalla normativa sugli impianti.
Per chi parte da zero e vuole sapere come aprire una partita IVA, quindi, la verifica dei requisiti professionali viene prima dell’apertura vera e propria.
Saldatore
La saldatura è un’attività molto richiesta soprattutto dall’industria manifatturiera.
L’autonomia professionale è possibile, ma spesso richiede una struttura diversa rispetto a quella di un consulente che lavora con un computer. Il professionista può operare come contoterzista, effettuando lavorazioni per aziende committenti, oppure organizzare una propria attività produttiva.
In questi casi il codice ATECO deve essere scelto in funzione della lavorazione concretamente eseguita. La saldatura infatti può essere solo parte del processo di produzione di uno specifico prodotto o essere una fase del servizio di installazione di un impianto.
In caso di unione dei pezzi di metallo mediante fusione e altre lavorazioni di meccanica generale il codice più appropriato è il 25.53.00.
Quando il saldatore svolge direttamente le lavorazioni per conto dei clienti e organizza in autonomia la propria attività, questa può assumere le caratteristiche di un’impresa artigiana. In tal caso, l’attività comporta gli adempimenti previsti per questa categoria di imprese, compresa l’iscrizione alla relativa gestione previdenziale.
Inoltre, va sottolineato che i requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività possono variare in base al settore, al tipo di commessa e alle specifiche lavorazioni da eseguire: in determinati contesti possono essere necessarie qualifiche, certificazioni o altre attestazioni tecniche.
Ingegnere
Gli ingegneri industriali, meccanici e civili possono svolgere progettazione, direzione lavori, consulenza tecnica, verifiche e attività specialistiche per aziende. L’Indeed Hiring Lab colloca diverse categorie dell’ingegneria tra quelle con maggiore difficoltà di reperimento.
Scheda fiscale e previdenziale
- ATECO indicativo: due sono i codici utilizzabili:
- 71.12.10 per l’attività di ingegneria che comprendono la progettazione ingegnerizzata e le consulenze inerenti i processi industriali, i macchinari e gli impianti;
- 71.12.20 nel caso di gestione di progetti relativi a opere di ingegneria integrata che comprende le attività di consulenza tecnica, di progettazione, direzione dei lavori, piani di manutenzione, effettuate in forma integrata tra il campo architettonico ed il campo ingegneristico;
- coefficiente di redditività forfettario: 78%;
- previdenza: Inarcassa;
- contributi: sono dovuti:
- il contributo soggettivo (14,50% del reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF);
- il contributo integrativo (4% del volume d’affari IVA prodotto nell’anno solare);
- il contributo di maternità/paternità (€ 65,50);
- contributi minimi: il contributo soggettivo minimo, per il 2026, ammonta a € 2.785,00 mentre il contributo integrativo minimo è pari a € 850,00;
- ordine professionale: necessario per l’esercizio delle attività riservate dalla legge;
- Camera di Commercio: normalmente non richiesta per l’attività professionale ordinaria.
Nel caso dell’ingegnere, quindi, ai costi fiscali dell’attività si affiancano quelli legati all’iscrizione all’ordine e alla previdenza professionale.
Tecnico dell’automazione
Il tecnico dell’automazione è un profilo trasversale che può occuparsi di programmazione PLC, robotica, progettazione, integrazione di sistemi e avviamento di impianti. È al settimo posto nella classifica 2026 dei mestieri tecnico-pratici più difficili da reperire secondo ELIS.
Qui non esiste un unico inquadramento valido per tutti. Il codice ATECO e la previdenza dipendono dall’attività prevalente.
Le principali possibilità sono:
- progettazione e consulenza tecnica: possibile inquadramento nell’area dei servizi di ingegneria;
- programmazione software: possibile riconduzione all’attività informatica;
- installazione e realizzazione di impianti: possibile attività artigiana.
La differenza è sostanziale anche sul piano contributivo: Gestione Separata e Gestione Artigiani non producono lo stesso costo previdenziale.
Confronto tra professioni: partita IVA, costi, fiscalità e previdenza
La tabella seguente riassume, per ciascuna delle figure considerate, il coefficiente di redditività nel caso dei contribuenti forfettari, la gestione previdenziale, l’eventuale presenza di contributi minimi e i principali costi o adempimenti da considerare.
| Attività | Coefficiente di redditività | Previdenza | Contributi minimi | Principali costi/adempimenti |
| Consulente IT | 67% | Gestione Separata INPS | No | Contributi previdenziali |
| Sviluppatore software | 67% o diverso in base all’inquadramento | Gestione Separata / Artigiani | Dipende dall’inquadramento | Contributi previdenziali ed eventuale iscrizione al Registro delle imprese |
| Ingegnere | 78% | Inarcassa | Sì | Contributi Inarcassa, ordine professionale e relativa gestione |
| Elettricista | 86% | Gestione Artigiani INPS | Sì | Contributi INPS, iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane, CCIAA, bolli e diritti |
| Idraulico | 86% | Gestione Artigiani INPS | Sì | Contributi INPS, iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane, CCIAA, bolli e diritti |
| Tecnico dell’automazione | Variabile | Gestione Separata / Artigiani / Cassa, secondo l’attività | Variabile | Costi e adempimenti dipendenti dall’attività prevalente |
Per tutte le attività è dovuta l’IRPEF con le relative addizionali o, nel caso di regime forfettario, l’imposta sostitutiva.
Infine, va ricordato che tra gli oneri da valutare rientra anche il premio INAIL, quando l’attività è svolta sotto forma di impresa. L’importo non è uguale per tutti, ma dipende dalla lavorazione svolta e dai rischi ad essa connessi.
I professionisti, invece, non sono tenuti in linea di massima al pagamento dei contributi per gli infortuni.
Dalla professionalità alla gestione dell’attività
Le competenze richieste dal mercato possono rappresentare una leva importante per chi valuta di lavorare in autonomia, ma trasformare una professionalità in un’attività significa anche assumersi la gestione di tutti gli aspetti che ne derivano.
Per un consulente IT si tratta soprattutto di organizzare clienti, incarichi e documentazione; per un artigiano possono aggiungersi acquisti, attrezzature, spostamenti, documenti di lavoro e ulteriori adempimenti.
La partita IVA, quindi, non si esaurisce nel calcolo di imposte e contributi: una volta avviata l’attività, occorre gestire con continuità anche la parte amministrativa e documentale.
Tinexta Infocert: la fatturazione elettronica per professionisti e imprese
Quando si lavora in autonomia, la gestione di fatture elettroniche, clienti e documenti diventa parte integrante dell’attività quotidiana.
Tinexta Infocert propone Legalinvoice, una piattaforma cloud con soluzioni pensate per esigenze diverse:
- Legalinvoice Go: con 50 fatture attive e passive incluse all’anno rappresenta lasoluzione ideale per tutti i forfettari e i contribuenti che rientrano tra i minimi;
- Legalinvoice START, pensato per partite IVA e piccole e medie imprese, arriva invece a 200 fatture annue. A questo si aggiungono strumenti per monitorare incassi e pagamenti, impostare solleciti automatici e consultare lo scadenzario;
- Legalinvoice BUSINESS è la soluzione ottimale per chi ha esigenze più articolate, con più partite IVA o aziende da gestire su un’unica piattaforma. Il piano copre 400 fatture elettroniche all’anno e mette a disposizione funzionalità più avanzate, come la gestione completa del magazzino e l’integrazione diretta con il proprio ERP.
Tutte le soluzioni permettono la condivisione dell’attività con il commercialista e includono la firma digitale e la conservazione a norma delle fatture per 10 anni.
Dal libero professionista alla piccola impresa strutturata, Legalinvoice offre in ogni caso una soluzione dedicata.
FAQ – Quanto costa aprire una partita IVA? I settori dove mancano professionisti
1. Quanto costa aprire una partita IVA?
L’apertura della partita IVA è gratuita. I costi possono derivare dagli adempimenti collegati all’attività, come contributi previdenziali, imposte, iscrizione alla Camera di Commercio e assistenza professionale.
2. A quale ente previdenziale deve iscriversi il titolare di una partita IVA?
L’ente previdenziale dipende dal tipo di attività svolta. Un libero professionista senza una propria cassa previdenziale si iscrive alla Gestione Separata INPS; gli artigiani alla Gestione Artigiani INPS. Per le professioni dotate di una cassa autonoma, come gli ingegneri, la previdenza fa invece capo alla cassa professionale di riferimento.
3. Quanto si paga di contributi con una partita IVA?
L’importo dipende dalla gestione previdenziale. Per un professionista iscritto alla Gestione Separata INPS, nel 2026 l’aliquota principale è del 26,07% del reddito imponibile, senza un contributo minimo. Per gli artigiani, invece, è prevista una contribuzione minima di 4.521,36 euro annui; sul reddito che supera 18.808 euro si applica un’aliquota del 24%.
4. Il regime forfettario prevede una riduzione dei contributi?
Sì. Per gli artigiani in regime forfettario è prevista una riduzione del 35% dei contributi INPS dovuti alla Gestione Artigiani. La riduzione non si applica invece ai contributi dovuti alla Gestione Separata INPS.
5. Come gestire fatture e documenti con una partita IVA?
Legalinvoice è la proposta di Tinexta Infocert per gestire la fatturazione elettronica e gli altri documenti dell’attività in modo semplice e intuitivo. Il servizio è disponibile con formule dedicate a professionisti, PMI e attività che gestiscono più aziende.