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  • lunedì, Giugno 27, 2022

Cosa c’è da sapere sul Piano Triennale per l’Informatica per la PA

piano pa

Accelerare e promuovere la trasformazione digitale nel Paese con un’attenzione peculiare alla Pubblica Amministrazione è il principale obiettivo del Piano Triennale per l’Informatica.

Lo strumento con cui lo Stato, in particolare l’Agid (Agenzia per l’Italia Digitale) in collaborazione con il dipartimento per la Trasformazione Digitale, fissa gli obiettivi funzionali al raggiungimento di questo importante target.

L’elemento di maggiore novità rispetto ai precedenti è rappresentato dal riferimento al Piano Nazionale Ripresa Resilienza al quale il Piano triennale si collega attraverso alcuni progetti, nell’aggiornamento sono pertanto subentrati obiettivi e risultati connessi ad esso.

Nello specifico la strategia punta a:

  • favorire lo sviluppo di una società digitale, in cui i servizi pongano al centro i cittadini e le imprese;
  • promuovere lo sviluppo sostenibile, etico ed inclusivo;
  • contribuire alla diffusione delle nuove tecnologie digitali nel tessuto produttivo italiano.

Cruciale, per avanzare verso tali obiettivi, è la digitalizzazione della PA, in quanto motore propulsivo del Paese e un’opera di diffusione delle innovazioni e dell’uso della tecnologia tra le persone in modo capillare, raggiungendo anche i territori più periferici.

Per favorire le imprese e rendere più agevole l’utilizzo dei servizi della Pubblica Amministrazione, Agid ritiene fondamentale una standardizzazione dei processi.

Cosa prevede il Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione?

Sono circa 200 le azioni necessarie per mettere in pratica gli obiettivi del Piano che devono essere implementate sia dall’Agid che da tutti gli altri comparti della Pa. Si tratta di interventi di grande rilevanza, come l’adozione di Spid e Cie e l’abbandono di ogni altra modalità di autenticazione per l’accesso ai servizi, o più specifici e tecnici come la pubblicazione dei propri metadati nel catalogo nazionale degli open data.

Parte integrante della strategia digitale è poi il monitoraggio, iniziato nel 2020, dell’attività delle amministrazioni e del raggiungimento dei risultati. Si è conclusa la misurazione dei target del 2021, e l’esito è stato ottimo, con un tasso di successo del 100% per quanto riguarda le azioni che riguardavano piattaforme, dati, interoperabilità, sicurezza informatica. In altri, come servizi, infrastrutture e governance, invece, non tutti gli obiettivi sono stati raggiungi, in particolare nella governance ci si è fermati all’80%.

L’inclusività tra gli obiettivi della digitalizzazione del Paese

Il Piano è triennale ma viene rivisto ogni 12 mesi e nell’autunno 2021 è stato impostato quello 2021-23. Un elemento fondamentale nell’aggiornamento 2021-23 è l’inclusività.

Uno dei messaggi più importanti che si punta a trasmettere è la seguente: le azioni volte a rendere digitale l’attività della Pubblica Amministrazione e i suoi rapporti con cittadini e imprese non servono solo a risalire le classifiche internazionali sulla competitività, a rendere le aziende più produttive, a migliorare le competenze della forza lavoro. Hanno anche un impatto sociale e cioè sono indispensabili per ridurre le disuguaglianze nel Paese, per includere all’interno della vita civile ed economica coloro che ne sono esclusi.

Basti pensare a tutti i lavoratori e gli imprenditori che abitano in aree remote e possono, grazie all’innovazione tecnologica, accedere a servizi digitali che in precedenza potevano essere erogati solo in modo analogico, e non erano quindi disponibili, o lo erano sostenendo prezzi di trasporto rilevanti. Oppure ai cittadini disabili, che possono superare gli ostacoli dovuti alla propria condizione, usufruendo da remoto di prestazioni altrimenti quasi impossibili da richiedere.

Più in generale la digitalizzazione viene incontro anche a chi ha minori possibilità economiche, o di tempo, a chi non può allontanarsi dal lavoro per svolgere lunghe pratiche burocratiche di persona negli uffici, a coloro non possono spendere per un viaggio di centinaia di chilometri verso la propria città di origine per una firma o un certificato.

Spid contribuisce alla creazione di un Paese più inclusivo

Un altro elemento cardine nel piano triennale è lo SPID.

Con il Sistema Pubblico di identità Digitale privati cittadini, imprenditori, professionisti, possono comunicare in modo veloce con la Pubblica Amministrazione per usufruire dei suoi servizi senza code e senza sostenere costi aggiuntivi. Basti pensare all’accesso a tutte le operazioni possibili sul portale dell’Inps, sull’anagrafe digitale o tutti gli altri servizi messi a disposizione dalla pa.

InfoCert offre inoltre la sicurezza della protezione della propria identità attraverso l’autenticazione forte, ovvero a due fattori. In questo ambito, poi, l’utente è ulteriormente agevolato grazie alla possibilità di utilizzare il QRCode in sostituzione dell’OTP.

L’inclusività, nel caso di SPID, è garantita anche dalla possibilità di accedervi da ogni luogo, grazie alle soluzioni mobile. Con il proprio smartphone, in alcuni brevi passaggi, si può richiedere un certificato anche se si è lontani dagli uffici pubblici preposti.

Sono ad oggi più di 30 milioni il numero di identità SPID erogate in Italia e sono più di 12 mila le pa che consentono l’accesso ai servizi online tramite questo servizio. 

Una Pubblica Amministrazione più digitale con la PEC e la conservazione a norma

Il contributo di InfoCert alla digitalizzazione del Paese è probabilmente ancora più evidente nei servizi varati per la Pubblica Amministrazione in tutti i suoi comparti.

Legalmail per la PA, per esempio, rende possibile ad amministrazioni comunali o regionali usare la Pec per la comunicazione interna o anche quella ufficiale verso l’esterno per convocare giunte e consigli ed è perfettamente integrabile con i sistemi informativi già in uso.

InfoCert, inoltre, con LegalDoc, la soluzione per la conservazione digitale dei documenti, aiuta la Pubblica Amministrazione a gestire l’ingente flusso di informazioni sensibili contenute in contratti, fatture, delibere, ecc, minimizzando il rischio di smarrimenti, velocizzando così l’attività amministrativa e i servizi per i cittadini, Es. obiettivo del Piano per Dicembre 2022 – Standardizzazione del modello di gestione e conservazione dei dati e documenti sanitari del FSE – (AGID) – CAP3.LA03.

La Pa può avvalersi pure dei vantaggi della firma digitale e della marca temporale, sempre incluse nell’offerta di InfoCert. Tutte queste sono acquistabili sul MePa, il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione su cui InfoCert è presente.

InfoCert

Leading company in the field of Qualified Trusted Solutions, helping organizations digitize every business process with simple, efficient and state-of-play management solutions.

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