Come i fattori ESG stanno trasformando le assicurazioni
Nel settore assicurativo le strategie ESG – acronimo di Environmental, Social e Governance – stanno ridefinendo i piani di crescita e lo sviluppo di nuovi prodotti grazie all’importanza che hanno acquistato le tematiche di sostenibilità, sia nella valutazione del rischio d’impresa sia nel ridisegno di obiettivi più a fuoco per un mercato in forte ridimensionamento.
Dopo che il Provvedimento IVASS 131/2023 ha introdotto in Italia i fattori di sostenibilità nelle strategie di business delle assicurazioni, le imprese del settore si sono dovute attivare per integrare i criteri ESG nelle polizze e nella rendicontazione non finanziaria al fine di allinearsi alla compliance e alla normativa UE, attrarre clienti e investimenti green.
È così che il rispetto per l’ambiente, il sostegno e il valore apportati al benessere sociale e una governance organizzativa trasparente si sono trasformati nelle linee guida operative anche per il settore assicurativo. Questi tre obiettivi influenzano oggi decisioni strategiche, stipula di polizze, investimenti e accesso al credito per le PMI, trasformandosi nell’ago della bilancia che mobilita capitali e trasforma decision maker in stakeholder attivi.
Trasformazione digitale: servono nuovi prodotti ESG nel settore insurance
Stando a quanto emerge da studi di settore, come il Global Global Insurance Report 2025 di BlackRock e l’Emerging Trends Insurance Consumer Survey di Global Data, si evidenzia una crescita esponenziale dell’interesse verso le tematiche ESG da parte del mondo assicurativo. Non solo nell’impegno profuso da queste organizzazioni per centrare i propri obiettivi di sostenibilità, ma anche nella codifica di una nuova relazione con imprese e consumatori.
Le compagnie che integrano rating ESG e certificazioni ESG guadagnano infatti in competitività, promuovendo servizi innovativi e mitigando il rischio tramite le nuove tecnologie di analisi del dato. Dalle evidenze raccolte però, emerge è ancora scarsa l’offerta di prodotti “ESG native”, nonostante le polizze tradizionali abbiano già un orientamento marcato verso gli obiettivi di sostenibilità. La trasformazione digitale offre ampi margini di miglioramento in tal senso, fornendo una rosa di soluzioni tecnologiche già ampiamente diffuse nel mercato ICT.
ESG nel settore assicurativo: i trend globali
Nell’analisi di BlackRock, basata su un sondaggio tra 463 professionisti di investimenti assicurativi da 33 paesi, 70% degli intervistati a livello mondiale dichiara una maggiore attenzione negli investimenti sostenibili rispetto all’anno precedente, con solo il 20% che segnala un impegno ridotto e il 10% stabile.
Il 70% delle compagnie nordamericane e il 60% di quelle europee hanno stabilito obiettivi di sostenibilità formali, con una enfasi marcata su opportunità come infrastrutture per energia pulita (interessanti per il 55% degli intervistati), infrastrutture critiche (51%) e green bond (38%).
Se da una parte le compagnie assicurative ritengono la sostenibilità centrale nei propri report, con obiettivi a lungo termine e iniziative individuali incentrate sui fattori ESG, dall’altra parte esiste già un bacino di consumatori pronti a stipulare polizze innovative, in molti casi non ancora disponibili.
Questa nuova urgenza punta a soddisfare bisogni emergenti dettati dall’uso più pervasivo di strumenti tecnologici, come dispositivi IoT indossabili, veicoli elettrici, AI e strategie di cybersecurity.
Per esempio: il 31,6% degli automobilisti ancora in possesso di auto a combustione prevede di passare ai veicoli elettrici entro due anni e il 67,7% entro il prossimo decennio, come confermato dallo studio di GlobalData. Questo segnerà un punto di svolta per la sottoscrizione di polizze “green” che prevedono premi incentivanti per chi usa veicoli elettrici.
L’indagine rileva inoltre che il 37,8% dei consumatori globali possiede un activity tracker per monitorare quotidianamente i parametri più critici della propria salute. Se condivisi con le compagnie assicurative questi dati personali segneranno un cambio epocale che trasforma le modalità di classificazione degli assicurati in funzione di un rischio reale, incentivando dinamiche virtuose in grado di incidere sensibilmente sul livello della sinistrosità.
Dalle polizze catastrofali ai Green bond: l’innovazione digitale al centro
Entrambi questi esempi rivelano un trend importante nel settore assicurativo, ma ancora poco conosciuto: l’uso di dispositivi IoT e modelli di AI per misurare in tempo reale indicatori strategici mettendoli in relazione con i fattori ESG.
Nei veicoli elettrici, ad esempio, i dati telematici provenienti da sensori applicati per il rilevamento meteorologico e le scatole nere che monitorano il comportamento alla guida, sono in grado di ridurre la sinistrosità climatica e i premi assicurativi del 20-30%.
I sensori meteorologici integrati sono la soluzione ideale per ridurre i rischi di eventi catastrofici (tipicamente poco prevedibili e altamente impattanti) misurando variabili come temperatura, umidità relativa, velocità e direzione del vento e pressione atmosferica per rilevare l’esposizione a micro climi estremi.
Gli effetti del cambiamento climatico hanno un impatto profondo anche per le imprese, motivo per cui il Governo da tempo si sta attivando con misure obbligatorie. La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) introduce infatti l’obbligo per tutte le aziende di assicurare i beni strumentali contro eventi catastrofali: sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Per micro e piccole imprese, come agenti e rappresentanti di commercio, la scadenza per stipulare queste polizze è il 1° gennaio 2026– ultima fase dopo le grandi aziende (31 marzo 2025) e le medie (1° ottobre 2025). Slitta invece al 31 marzo 2026 l’obbligo per le piccole imprese turistico–ricettive e della somministrazione.
Per le regole attuative della polizze catastrofali è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2025 il Decreto MEF entrato in vigore dal 14 marzo 2025 che regola in modo semplice:
- identificazione degli eventi: come riconoscere le vere calamità e le catastrofi naturali;
- calcolo premi: come fissare e aggiornare i premi, con attenzione alla mutualità tra assicurati;
- limiti di rischio per gli assicuratori: impone confini alla capacità delle compagnie di assumersi rischi elevati;
- aggiornamento valori: per rivedere periodicamente soglie e parametri numerici;
- coordinamento IVASS: per armonizzare regole con vigilanza e norme prudenziali dell’IVASS.
Questo genere di assicurazione è stato pensato per mitigare i danni con coperture ad hoc per terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature (es. uffici, anche parte dell’abitazione). ad esclusione dei veicoli. Nessuna sanzione pecuniaria diretta è prevista in caso di mancata stipula, ma senza polizza si rischia l’esclusione da futuri contributi pubblici.
In questo scenario, dove un clima imprevedibile guida le decisioni in ambito ESG, la trasformazione digitale e un approccio data driven amplificano questi trend, offrendo alle compagnie assicurative strumenti per analizzare i rischi con un livello di dettaglio mai visto prima.
Un altro aspetto emergente che attrae nuovi investimenti ESG è il ruolo dei green bond (su cui il 38% degli assicuratori ha espresso un alto interesse) per finanziare progetti ambientali sostenibili, e delle infrastrutture per generare energia pulita (55%). L’obiettivo delle compagnie è impiegare questi strumenti per diversificare i rendimenti e assicurarsi nuovi investitori istituzionali.
Tutto ciò porta a ritenere che il mondo assicurativo si trovi ad affrontare non solo grandi sfide, ma anche grandi opportunità di profitto legate al binomio aureo “green e digitale”.
La legislazione europea e i gap formativi in Italia
Rispetto allo scenario globale, in Italia il settore assicurativo si posiziona più avanti nella vision ESG ma più indietro nella misurazione e nella reportistica rispetto all’Europa. Secondo la ricerca realizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile e dall’ANIA “La sostenibilità nel settore assicurativo italiano”, in Italia l’inclusione dei criteri ESG nelle polizze è in forte crescita, registrando un’adozione diffusa.
La quasi totalità delle assicurazioni italiane (99,7%) infatti annovera gli obiettivi di sostenibilità nelle proprie politiche di investimento. Ma, oltre alle competenze hard, rimane un altro nodo da sciogliere.
Dalla ricerca di EY, “Elementi trasformativi nel settore assicurativo: Tecnologie emergenti, ESG, nuove competenze” realizzata per conto di Italian Insurtech Association (IIA), emerge una criticità sul valore effettivo che le compagnie assicurative italiane sono in grado di trarre dalla trasformazione digitale. Lo conferma un dato preoccupante, che sottolinea come il 70% delle compagnie continui a segnalare difficoltà nell’acquisizione di competenze digitali e tecnologiche, evidenziando la necessità di interventi formativi.
Al di là del persistente gap digitale, la tendenza italiana riflette un’alta fedeltà agli obiettivi ESG di lungo termine, trainata da normative europee sempre più stringenti, come la revisione della Direttiva Solvency II (Direttiva UE 2025/2), che impone alle compagnie assicurative piani di sostenibilità con obiettivi misurabili e gestione strutturata dei rischi, inclusa un’analisi prospettica in cui gli enti di previdenza sono di fatto obbligati a condurre un “Own Risk and Solvency Assessment” e un report sullo stato di solvibilità con informazioni sia di stampo qualitativo sia quantitativo con l’obiettivo di valutare autonomamente i propri rischi e il fabbisogno di capitale.
L’assetto normativo, in primis, sta spingendo queste organizzazioni a dotarsi di una struttura interna dedicata a identificare, limitare e monitorare i rischi, realizzando almeno annualmente una autovalutazione per una visione a 360 gradi in grado di intercettare le correlazioni tra rischi e capitale.
Le sfide ESG per le assicurazioni italiane
Nonostante i trend positivi registrati da ANIA nella proposta di nuovi prodotti e servizi a orientamento ESG, le sfide rimangono complesse. Un aspetto poco noto infatti è il ritardo italiano rispetto all’Europa nelle competenze più core: l’analisi Zielke Consult, evidenzia qualche ombra nell’attività di redazione dei bilanci ESG. Ciò è dovuto al fatto che le compagnie italiane pubblicano report ESG con qualità e dettaglio inferiori rispetto a quelli europei (Germania, Francia, UK), poiché scarseggiano metriche quantitative precise, scenari climatici prospettici e collegamenti chiari tra ESG e performance finanziarie.
Da un confronto tra 20 grandi compagnie italiane e 50 europee emerge che l’Italia è ancora in ritardo sull’integrazione concreta dell’ESG nei bilanci di sostenibilità: solo circa il 30% degli assicuratori italiani incorpora in modo pieno e strutturato la sostenibilità nei bilanci consolidati, contro circa il 65% delle compagnie europee.
Questo si traduce in documenti spesso ricchi di buoni intenti e impegni di principio, ma poveri di numeri solidi su emissioni, scenari climatici o indicatori critici. Le ragioni sono in parte culturali – a causa di una minor tradizione di investor relations – e in parte tecnologiche e organizzative: gli strumenti digitali di reporting sebrano meno maturi e si avverte una carenza di competenze specifiche sulla finanza sostenibile.
Nel prossimo biennio però, la combinazione di Sustainable Finance Disclosure Regulation (Regolamento UE 2019/2088) e della Corporate Sustainability Reporting Directive (Direttiva UE 2022/2464), che rendono obbligatorio un reporting ESG molto più rigoroso tra il 2025 e il 2026, costringerà le compagnie ad alzare l’asticella. Chi non si adeguerà rischierà non solo di perdere attrattività verso gli investitori, ma anche di incorrere in richiami e sanzioni da parte delle autorità di vigilanza.
Tinexta Infocert: soluzioni per la sostenibilità e competitività nel settore assicurativo
Sollecitate dal Provvedimento IVASS 131/2023 e dalle normative CSRD e SFDR, le imprese assicurative italiane sono alla ricerca di soluzioni efficaci per trasformare i cambiamenti del panorama normativo in un vantaggio competitivo. In questo scenario, TOP di Tinexta InfoCert si configura come uno strumento chiave per allineare l’onboarding digitale agli obiettivi ESG, fornendo dati verificati e consolidati a supporto della reportistica.
La piattaforma TOP integra identificazione e firma elettronica nei flussi esistenti, accelerando le tempistiche di apertura delle polizze del 70–80%ed eliminando l’uso della carta. Inoltre, aggrega le informazioni indispensabili per generare azioni misurabili, rafforzare i rating ESG e attrarre investitori green, trasformando la compliance in una leva di sviluppo.
In un settore che registra ancora un gap nella redazione dei bilanci di sostenibilità, TOP offre anche attestazioni per il Solvency and Financial Condition Report e per l’Own Risk and Solvency Assessment, contribuendo all’ottimizzazione dei costi operativi e alla fidelizzazione dei clienti sensibili ai temi ESG.
Accanto a TOP, le soluzioni di Tinexta InfoCert per il settore assicurativo completano l’ecosistema tecnologico con strumenti dedicati alla digitalizzazione e alla sicurezza dei processi. Piattaforme come GoSign consentono la sottoscrizione end-to-end delle polizze in modalità remota, riducendo drasticamente i tempi di onboarding grazie a procedure conformi alle normative eIDAS, IVASS e AML, mentre con SAFE LTA consente di archiviare digitalmente i documenti, garantendo la leggibilità nel tempo e risparmiando sulla stampa e sugli spazi fisici di archiviazione.
Le soluzioni Tinexta InfoCert consentono di trasformare i tradizionali processi assicurativi in esperienze digitali rapide, sicure e conformi, facendo della sostenibilità e della fiducia digitale due leve strategiche di competitività.
FAQ – ESG e settore assicurativo: trend, opportunità e sfide della trasformazione digitale
1. Perché l’ESG è diventato un fattore strategico per le assicurazioni?
L’ESG guida oggi le scelte di valutazione e gestione del rischio, gli investimenti e l’accesso al capitale. Integrare sostenibilità e governance consente alle compagnie di ridurre i rischi, rispettare la normativa e attrarre clienti e investitori sensibili ai temi green.
2. Qual è il ruolo della trasformazione digitale nelle assicurazioni ESG?
La digitalizzazione consente di raccogliere e analizzare dati ESG in modo avanzato, creare prodotti “ESG native” e migliorare la gestione del rischio. Tecnologie come AI e IoT abilitano polizze più personalizzate e sostenibili.
3. Quali sono i principali trend ESG globali nel settore insurance?
A livello globale cresce l’interesse per investimenti sostenibili, green bond e infrastrutture per l’energia pulita. I consumatori mostrano una forte propensione verso polizze green e basate su dati reali, spesso ancora poco disponibili sul mercato.
4. Quali sfide affrontano le assicurazioni italiane sul fronte ESG?
Nonostante una forte attenzione agli obiettivi ESG, le compagnie italiane soffrono un gap nelle competenze digitali e nella reportistica. La mancanza di metriche quantitative e strumenti evoluti rende più complessa la compliance alle nuove direttive UE.
5. In che modo Tinexta InfoCert supporta le assicurazioni nel percorso ESG?
Tinexta InfoCert supporta le compagnie con soluzioni digitali integrate: TOP per l’onboarding e la reportistica, GoSign per la firma elettronica end-to-end eSAFE LTA per l’archiviazione digitale a norma. Un ecosistema che rende i processi più rapidi, sicuri, paperless e pienamente conformi.