Il Modello Redditi Persone Fisiche, spesso indicato sinteticamente come Modello Redditi PF, è il documento che permette ai contribuenti di comunicare ufficialmente all’Agenzia delle Entrate i guadagni percepiti nell’anno solare precedente per determinare le imposte dovute.
Un tempo chiamato Modello Unico, oggi il sistema dichiarativo si suddivide in diverse versioni in base alla natura giuridica del soggetto interessato. Per distinguere i vari modelli, vengono utilizzate delle sigle specifiche:
- PF: Persone Fisiche (dedicato a cittadini privati, freelance, professionisti e ditte individuali);
- SP: Società di Persone;
- SC: Società di Capitali;
- ENC: Enti Non Commerciali.
Nello specifico, il Modello Redditi Persone Fisiche rappresenta lo strumento ufficiale per dichiarare i redditi di coloro che non hanno i requisiti per utilizzare il Modello 730.
Chi deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche
L’obbligo di utilizzare il Modello Redditi Persone Fisiche è legato soprattutto alla natura dell’attività svolta.
L’obbligo per i titolari di Partita IVA
Per chi esercita un’attività autonoma, il Modello Redditi Persone Fisiche è lo strumento di riferimento. Sono tenuti alla sua compilazione principalmente:
- professionisti e ditte individuali: tutti i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili devono presentare il modello, anche se non hanno conseguito alcun reddito o hanno chiuso l’esercizio in perdita;
- esempio pratico: un freelance che ha aperto la Partita IVA ma non ha ancora fatturato, o un consulente che ha chiuso l’anno in perdita, è comunque tenuto all’invio della dichiarazione.
Altri casi di obbligo
Il modello deve essere utilizzato anche per dichiarare particolari tipologie di reddito soggette a tassazione sostitutiva, come le plusvalenze, i redditi di capitale o i compensi derivanti da ripetizioni svolte da docenti di ruolo.
Inoltre, lo strumento è obbligatorio per alcuni redditi di lavoro dipendente che non possono confluire nel Modello 730. È il caso, ad esempio, dei lavoratori domestici (come colf, assistenti familiari o autisti) che percepiscono compensi da datori di lavoro privati, i quali, non agendo come sostituti d’imposta, non possono effettuare le ritenute d’acconto né gestire il conguaglio fiscale.
La struttura modulare del Modello Redditi Persone Fisiche
Il Modello Redditi Persone Fisiche è organizzato in tre fascicoli.
Fascicolo 1: la base comune
Contiene i dati essenziali e il riepilogo del calcolo fiscale:
- frontespizio: raccoglie i dati anagrafici, l’informativa sulla privacy e le informazioni generali sulla dichiarazione;
- quadri per oneri e spese (RP): dove si indicano le spese detraibili o deducibili;
- calcolo dell’imposta (RN e RV): le sezioni dedicate alla determinazione dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali;
- destinazione dell’otto, cinque e due per mille: la scelta per la quota di gettito fiscale da destinare a enti o istituzioni.
Fascicolo 2 e 3: le sezioni per la Partita IVA e gli investimenti
Questi moduli sono di fondamentale importanza per chi lavora in proprio e per chi possiede attività finanziarie complesse.
I quadri specifici per chi ha la Partita IVA
Mentre il Fascicolo 1 è obbligatorio per chiunque, i Fascicoli 2 e 3 non vanno compilati per intero. Ogni contribuente deve aggiungere solo i quadri che riguardano il suo caso specifico. Ecco i più importanti per i titolari di Partita IVA:
- quadro LM: è il quadro di riferimento per chi opera nel regime forfettario. Qui vengono indicati i ricavi e calcolata l’imposta sostitutiva;
- quadro RE: dedicato ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi che non applicano il regime forfettario e determinano il reddito come differenza tra compensi e costi;
- quadri RF o RG: utilizzati dalle ditte individuali in contabilità ordinaria o semplificata per dichiarare il reddito d’impresa;
- quadro RR: essenziale per il calcolo dei contributi previdenziali da versare all’INPS (Gestione Separata o Artigiani e Commercianti).
Altri moduli di frequente utilizzo
Oltre alla parte strettamente legata al calcolo del reddito, il Modello Redditi Persone Fisiche può richiedere la compilazione di sezioni per il monitoraggio di particolari asset. Ad esempio, chi detiene conti correnti, cripto-attività o immobili all’estero deve compilare il quadro RW.
Inoltre, i titolari di Partita IVA, ad eccezione dei forfettari, sono tenuti a presentare gli indici ISA, che servono al Fisco per misurare l’affidabilità della loro attività.
Il Modello Redditi Persone Fisiche precompilato
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti la dichiarazione precompilata, un modello in cui il Fisco inserisce automaticamente i dati in suo possesso.
Quali dati sono già inseriti
Tra i dati principali presenti nel modello troviamo:
- certificazioni uniche: compensi per lavoro autonomo, provvigioni, redditi di lavoro dipendente e locazioni brevi;
- dati contenuti nelle dichiarazioni degli anni precedenti: informazioni essenziali come i dati di terreni e fabbricati, eventuali crediti d’imposta da riportare o eccedenze compensabili, oltre alle rate residue di spese sostenute in passato (come i bonus edilizi o il risparmio energetico).
- spese detraibili e deducibili: spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, spese scolastiche;
- anagrafe tributaria: pagamenti effettuati tramite F24 e dati desunti dalle fatture elettroniche (particolarmente rilevanti per i forfettari).
Come si accede e come si utilizza
A partire dal 30 aprile di ogni anno, il contribuente può accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE o CNS.
Una volta effettuato l’accesso, è possibile visualizzare:
- il Modello Redditi Persone Fisiche già compilato;
- un prospetto di sintesi che indica quali fonti sono state utilizzate e segnala eventuali dati incongruenti che richiedono una verifica manuale.
I vantaggi sui controlli
L’utilizzo della versione precompilata offre importanti benefici in termini di protezione da futuri accertamenti documentali:
- invio senza modifiche: non vengono effettuati controlli sui documenti che attestano gli oneri comunicati da terzi;
- modifica dei dati che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta: Il controllo si concentra solo sui documenti che hanno determinato la variazione.
L’Agenzia delle Entrate mantiene comunque il potere di verificare i requisiti soggettivi (ad esempio, se l’immobile per cui si detrae il mutuo è effettivamente l’abitazione principale) e i dati forniti dai sostituti d’imposta tramite le certificazioni uniche.
È possibile gestire il Modello Redditi Persone Fisiche precompilato autonomamente oppure delegando un intermediario abilitato, come un commercialista o un CAF.
Modello Redditi PF: scadenze e modalità di invio
I titolari di partita IVA devono trasmettere il Modello Redditi Persone Fisiche esclusivamente per via telematica, inviandolo direttamente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate o avvalendosi di un intermediario abilitato.
Il termine per la presentazione del modello è fissato al 31 ottobre, e la prova dell’avvenuto adempimento è costituita dalla ricevuta telematica rilasciata dal sistema.
Una cerchia ristretta di contribuenti senza partita IVA, può ancora presentare il modello cartaceo presso gli uffici postali. In questo caso la consegna va fatta dal 30 aprile al 30 giugno.
Dichiarazione tardiva o omessa
Cosa succede se si supera, per il Modello Redditi PF, la scadenza del 31 ottobre? La normativa prevede due scenari distinti in base all’entità del ritardo:
- dichiarazione tardiva: in caso di presentazione entro 90 giorni dalla scadenza, il modello è considerato valido. Verranno applicate delle sanzioni ridotte, regolarizzabili attraverso l’istituto del ravvedimento operoso;
- dichiarazione omessa: se il ritardo supera i 90 giorni, la dichiarazione si considera omessa. Anche se non più valida ai fini del termine, essa costituisce comunque il titolo per la riscossione delle imposte che risultano dovute dal calcolo.
Termini e modalità di pagamento delle imposte
Una volta compilato il modello è possibile conoscere l’ammontare esatto delle imposte dovute allo Stato o del credito vantato nei suoi confronti.
Quando pagare: scadenze e maggiorazioni
Il versamento del saldo relativo all’anno precedente e della prima rata di acconto per l’anno in corso è fissata al 30 giugno. In alternativa, il contribuente può:
- scegliere di rateizzare gli importi in quote mensili da completare entro il 16 dicembre. Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 4% annuo (pari allo 0,33% mensile);
- differire il versamento entro il 31 luglio applicando la maggiorazione dello 0,40%.
La seconda rata di acconto va versata entro il 30 novembre.
Quando la scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, viene automaticamente prorogata al primo giorno lavorativo successivo.
Versamento delle imposte dovute
Per freelance, consulenti e ditte individuali, non è ammesso l’uso del modello F24 cartaceo presso banche o uffici postali. I versamenti devono avvenire esclusivamente per via telematica attraverso due canali:
- direttamente: tramite i servizi “F24 web” o “F24 online” nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate o tramite l’home banking del proprio istituto;
- tramite intermediario: delegando il proprio commercialista o un CAF abilitato.
Non è dovuto alcun versamento se l’importo della singola imposta (IRPEF o addizionali) risultante dalla dichiarazione è uguale o inferiore a 12 euro.
Come gestire i crediti d’imposta
Se dalla dichiarazione emerge un credito, il contribuente può scegliere la compensazione per abbattere altri debiti d’imposta o richiederne il rimborso diretto.
Nel primo caso, si è obbligati ad inviare l’F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Questo vale anche per gli F24 “a saldo zero”, dove i crediti compensano esattamente i debiti.
Inoltre, occorre prestare attenzione a due vincoli quantitativi:
- soglia dei 5.000 euro: se il credito che si intende utilizzare supera i 5.000 euro annui, è possibile procedere alla compensazione solo a partire dal decimo giorno successivo all’invio del Modello Redditi Persone Fisiche;
- visto di conformità: per crediti superiori ai 5.000 euro, è obbligatorio richiedere l’apposizione del visto di conformità. Si tratta di una certificazione rilasciata da un professionista abilitato (come un commercialista) che attesta la correttezza dei dati dichiarati.
Esistono alcune eccezioni per i crediti derivanti da particolari agevolazioni o per l’utilizzo di crediti residui dell’anno precedente.
Rimborso Modello Redditi PF: quando arriva
Qualora si preferisca l’incasso diretto delle somme rispetto all’uso in compensazione, occorre presentare istanza di rimborso.
In questo caso, i tempi di erogazione dipendono dai flussi di lavoro dell’Agenzia delle Entrate e dalla modalità di accredito scelta (come l’invio dell’IBAN per il bonifico), motivo per cui è sempre consigliabile monitorare lo stato della pratica nel proprio cassetto fiscale.
Modello Redditi Persone Fisiche vs Modello 730: le differenze
A questo punto è utile chiarire perché un contribuente debba utilizzare questo modello invece del più comune 730.
Sebbene il Modello 730 abbia una struttura più semplice e snella, è riservato principalmente a chi ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che gestisce i conguagli.
Al contrario, il Modello Redditi Persone Fisiche è lo strumento obbligatorio per chi opera in proprio, ma è anche un modello “universale”: può essere utilizzato da dipendenti e pensionati che non possono (o non vogliono) presentare il 730, accettando però una struttura più complessa e tempi di rimborso diversi.
Ecco le principali differenze in sintesi:
| Caratteristica | Modello 730 | Modello Redditi Persone Fisiche |
| Destinatari | Dipendenti e pensionati. | Lavoratori autonomi, ditte individuali e soggetti che percepiscono redditi che non possono essere dichiarati con il 730. |
| Flessibilità | Utilizzabile solo per specifiche tipologie di redditi. | Modello universale: può essere presentato da qualsiasi contribuente. |
| Complessità | Struttura semplificata. | Struttura modulare più complessa. |
| Rimborsi | Accreditati direttamente in busta paga o pensione. | Usati in compensazione o rimborsati tramite bonifico dall’Agenzia. |
| Pagamento debiti | Trattenuti direttamente dallo stipendio o pensione. | Versati autonomamente tramite modello F24. |
| Scadenza Invio | 30 settembre. | 31 ottobre. |
Gli strumenti digitali per la gestione della dichiarazione
Per gestire correttamente il Modello Redditi Persone Fisiche, l’integrazione di soluzioni certificate è fondamentale per garantire sicurezza e valore legale agli adempimenti. Grazie alle tecnologie di Tinexta InfoCert, è possibile operare in totale conformità con le richieste dell’Agenzia delle Entrate attraverso:
- SPID: indispensabile per accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, visualizzare il modello precompilato e consultare il proprio cassetto fiscale;
- conservazione digitale: la soluzione per archiviare a norma di legge il Modello Redditi Persone Fisiche e le ricevute di invio, garantendone l’integrità e la reperibilità per i dieci anni di conservazione obbligatoria.
Esistono inoltre altri strumenti digitali necessari per completare il quadro operativo di ogni titolare di Partita IVA e gestire i rapporti ufficiali con la Pubblica Amministrazione:
- firma digitale: essenziale per sottoscrivere con valore legale istanze, deleghe e contratti, garantendo l’autenticità dei documenti senza necessità di ricorrere al formato cartaceo;
- PEC: il canale ufficiale e obbligatorio per ricevere comunicazioni dal Fisco e inviare documentazione con prova certa di invio e ricezione.
L’adozione di questo ecosistema digitale permette di gestire ogni interazione con l’amministrazione finanziaria con la massima tracciabilità e protezione legale.
FAQ – Modello Redditi Persone Fisiche: che cos’è e chi deve compilarlo
1. I titolari di Partita IVA possono presentare il modello 730?
No, chi possiede una Partita IVA non può utilizzare il modello 730 e deve necessariamente presentare il Modello Redditi Persone Fisiche. Questo sistema permette infatti di gestire i quadri specifici relativi ai redditi d’impresa o di lavoro autonomo e di calcolare correttamente i relativi contributi previdenziali.
2. Entro quando va inviato il Modello Redditi Persone Fisiche?
La scadenza per la trasmissione telematica del modello è fissata al 31 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento. È fondamentale rispettare questa data per evitare che la dichiarazione venga considerata tardiva o, superati i 90 giorni, omessa.
3. Come deve essere presentato il modello all’Agenzia delle Entrate?
Per i titolari di Partita IVA, la presentazione avviene esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate o attraverso intermediari abilitati. È possibile utilizzare il modello precompilato, che contiene già molti dati inseriti automaticamente dal Fisco, come spese mediche e premi assicurativi.
4. Cosa succede se dalla dichiarazione emerge un debito o un credito?
Se il calcolo delle imposte risulta a debito, il contribuente deve effettuare il versamento tramite modello F24. Se invece emerge un credito, l’utente può scegliere di utilizzarlo in compensazione per pagare altre imposte e contributi, oppure di richiederne il rimborso diretto tramite accredito sul proprio conto corrente.
5. In che modo l’ecosistema Tinexta InfoCert supporta gli adempimenti fiscali di lavoratori autonomi e ditte individuali?
Le soluzioni digitali di Tinexta InfoCert creano un ambiente sicuro e integrato per gestire ogni fase della dichiarazione. Dall’accesso immediato ai portali istituzionali fino all’archiviazione a norma di legge della documentazione inviata, questi strumenti garantiscono l’autenticità dei documenti e la certezza legale delle comunicazioni con l’Amministrazione Finanziaria.