• giovedì, Novembre 21, 2019

La sostenibilità del nostro sistema sanitario dipende dal digitale: eccone le ragioni e tre casi di successo

Sanità-digitale

TRE STORIE DI SUCCESSO PER VALUTARE LA DIFFERENZA TRA EFFICIENZA E INEFFICIENZA IN CAMPO SANITARIO APPLICATA ALLA GESTIONE DEL PATRIMONIO INFORMATIVO

Sanità-digitale

Ospedali, ASL, cliniche e aziende sanitarie in genere si trovano oggi ad affrontare una sfida importante sul tema dell’innovazione, da cui dipende la sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Gli strumenti giusti possono fare la differenza tra efficienza e inefficienza, e per darne una prova riportiamo tre casi di digitalizzazione di successo in campo sanitario.

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Spesa pubblica sanitaria italiana, -36,8% rispetto alla media dell’Unione Europea

Non è una novità che in Italia, con l’aumento delle aspettative di vita, la popolazione anziana sia in crescita. D’altro canto, i tassi di natalità restano bassi e si stima che entro il 2050 gli italiani over 65 saranno il 34% della popolazione totale. In questo contesto aumentano le richieste e le esigenze di cure nonostante le risorse della sanità pubblica  siano sempre più limitate. Basti sapere che la spesa pubblica sanitaria italiana è inferiore del 36,8% rispetto alla media dell’Unione Europea.

Tuttavia, i vincoli di spesa non dovrebbero essere utilizzati come alibi per rimandare investimenti in innovazione perché a queste criticità la digitalizzazione può dare risposte concrete in termini di efficienza e sostenibilità, generando risparmi superiori alle cifre investite.

Lo afferma uno studio condotto qualche anno fa dall’Osservatorio ICT in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano: digitalizzare i processi in modo sistematico può generare un risparmio annuo di 6,8 miliardi di euro per Ospedali e strutture sanitarie, a cui si sommano atri 7,6 miliardi di euro risparmiati dai cittadini grazie a un migliore utilizzo del loro tempo.

Considerata la necessità e la convenienza del digitale in campo sanitario, da dove si comincia?

Una buona strategia di digitalizzazione dovrebbe tenere in considerazione diversi ambiti, a partire da quello amministrativo e, in particolare, dalla fondamentale gestione del patrimonio informativo, costituito da quantità sempre crescenti di documenti e informazioni di differente tipologia, criticità e voluminosità: dalla cura del paziente alla gestione aziendale, fino al rapporto coi fornitori.

La responsabilità di un tale patrimonio informativo non può prescindere da una gestione efficace, sicura e flessibile. LegalCare, già adottata con successo da diverse realtà nel campo della sanità pubblica e privata (ne vediamo tre poco più giù),  risponde esattamente a queste esigenze.

La soluzione proposta da InfoCert presenta due componenti principali: la prima, L-Care, ricca di plug-in per la comunicazione con altri applicativi, è installata presso l’azienda sanitaria e si occupa di:

  • recuperare referti, cartelle cliniche, immagini diagnostiche dai sistemi nativi;
  • verificare le marche temporali e le firme digitali apposte sui documenti prodotti dai sistemi di refertazione;
  • verificare la loro leggibilità, segnalando eventuali errori.

Da L-Care i flussi documentali sono poi diretti verso LegalDoc, seconda componente, che presso il data-center InfoCert garantisce integrità, leggibilità e accessibilità dei documenti nel tempo. Ogni utente abilitato avrà accesso ai soli documenti di sua competenza, con la possibilità di estrarli per la loro esibizione, visualizzazione a schermo o creazione di copie su carta o su un supporto informatico. Firme digitali e marche temporali sono apposte sui pacchetti di archiviazione dal Responsabile del servizio della Conservazione di InfoCert mediante un sistema di firma automatica che si avvale di un dispositivo crittografico ad alte prestazioni.

Ospedali che hanno sperimentato i vantaggi del digitale per la gestione e conservazione del patrimonio informativo

LA DIGITALIZZAZIONE DELLE CARTELLE CLINICHE IN UN POLICLINICO UNIVAERSITARIO DI RILIEVO NAZIONALE

cartella clinica

Il primo caso di successo che vogliamo citare è quello di un ospedale di rilievo nazionale, policlinico universitario che ospita 1400 posti letto e che conta circa 1000 ricoveri e 150 interventi chirurgici al giorno. Fino a 10 anni fa, l’ospedale produceva, stampava e conservava in formato cartaceo circa 3000 cartelle cliniche l’anno, ognuna composta mediamente di 40-50 pagine.

Da 10 anni l’ospedale ha deciso di digitalizzare, fin dall’origine, sempre più tipologie documentali contenute nella cartella clinica, che ormai è diventata completamente elettronica: referti, analisi di laboratorio, verbali operatori e di pronto soccorso sono firmati dai medici con firma digitale e conservati in digitale tramite LegalCare, che effettua il versamento direttamente dai tanti e vari repository dipartimentali (medicina, radiologia, laboratori, reparti, poliambulatori, ecc.).

CONSENSO INFORMATO DIGITALE PER I GENITORI DEI PAZIENTI DI UN IMPORTANTE OSPEDALE PEDIATRICO

Altro esempio rilevante è quello di uno tra gli ospedali pediatrici più all’avanguardia del Paese, che ha scelto di digitalizzare le procedure per il Consenso informato da parte dei genitori dei piccoli pazienti a esami, prestazioni sanitarie invasive e al trattamento dati ai sensi del GDPR, anche in relazione al Fascicolo Sanitario Elettronico, mediante firma grafometrica (pennino su pad).

La documentazione digitale così prodotta, firmata dai genitore e corroborata dalla firma digitale dei pediatri, è conservata a norma tramite LegalCare, che si interfaccia con gli applicativi ospedalieri e orchestra il versamento nel sistema di conservazione a norma di InfoCert.

In caso di contenzioso, in sede di giudizio, il Responsabile dell’Ospedale può effettuare una rapida ricerca nella Console di LegalCare (tramite data, nome/cognome del paziente, reparto, ecc.), esibire il consenso informato contenente la firma grafometrica cifrata all’interno del documento stesso e tutti gli altri documenti a corredo della corretta conservazione.

CONSERVAZIONE E GESTIONE DI IMMAGINI DIAGNOSTICHE AD ALTA RISOLUZIONE IN UN IMPORTANTE OSPEDALE RIABILITATIVO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE

immagine diagnostica

Terzo caso è quello di un ospedale riabilitativo di alta specializzazione, centro d’eccellenza a livello europeo specializzato in riabilitazione neuromotoria, di cerebrolesioni, e problematiche scheletrico-muscolari che dal 2014 ha digitalizzato non solo i referti, ma anche le immagini diagnostiche in formato DICOM (Digital Imaging and Communications in Medicine), in ambito radiologico e di diagnostica per immagini.

Il sistema ospedaliero si compone di una parte di archiviazione locale, per la gestione di dati e immagini diagnostiche, e di una parte di visualizzazione, che permette di visionare le immagini su speciali monitor ad altissima risoluzione, sui quali effettuare la diagnosi.

Tali delicate immagini sono inviate in conservazione digitale e gestite in formato esteso, senza compressioni, tramite il servizio query/retrive tra gli archivi PACS (Picture Archiving and Communication System) e il connettore LegalCare. Possono quindi essere ricercate ed esibite, comprensivamente al visualizzatore necessario per assicurarne la leggibilità nel tempo.

4 settembre 2019

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