• sabato, novembre 17, 2018

Soluzioni digitali al servizio di pazienti, medici e strutture sanitarie: da dove si comincia?

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RILANCIARE LA SANITÀ DIGITALE PER RIMETTERE AL CENTRO IL PAZIENTE, LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI CLINICHE E UNA GESTIONE TRASPARENTE DEI DATI

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Volendo fare una sintesi, sono 2 i principali vantaggi che la Digital Transformation è in grado di apportare al mondo della Sanità pubblica e privata: una migliore qualità delle cure e dei servizi forniti ai pazienti, la riduzione di spese, sprechi e inefficienze. Per la sostenibilità del sistema sanitario, introdurre soluzioni e tecnologie digitali è quindi necessario oltre che opportuno.

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COSA SI ASPETTANO CITTADINI E PAZIENTI DALLA SANITÀ ITALIANA IN TERMINI DI TRASFORMAZIONE DIGITALE

La spesa in ICT (Information and Communication Technologies) sostenuta dalle aziende sanitarie italiane ha un andamento piuttosto positivo. Si parla di  investimenti in digitalizzazione per 1,3 miliardi di euro, che registrano una crescita lieve ma costante nel tempo.

Sono numerosi gli strumenti e le soluzioni digitali in grado di generare nuove efficienze e cambiamenti di rilievo per pazienti, medici e strutture sanitarie: cartella clinica elettronica, fascicolo sanitario elettronico, telemedicina, soluzioni per la dematerializzazione di referti e cartelle cliniche, analytics e strumenti per la clinical governance e di mobile health.

Tra i dati emersi in occasione del convegno AiSDeT (Associazione italiana di Sanità Digitale e Telemedicina) del 28 settembre 2018, risultano interessanti gli elementi caratterizzanti la domanda di prestazioni sanitarie espressa dai cittadini. Oggi i pazienti richiedono in particolare:

  • la possibilità di accedere in modo immediato a informazioni sanitarie personalizzate e immediatamente utilizzabili;
  • maggiore controllo sulle proprie condizioni di salute, attraverso la gestione diretta dei propri dati;
  • relazioni immediate, dirette e più informali con le strutture sanitarie e il personale medico.

Per riuscire a soddisfare queste richieste è necessario un cambio di prospettiva che rimetta al centro il paziente e un  approccio adeguato, basato sulla condivisione di informazioni cliniche e una gestione trasparente dei dati. Ma poiché si tratta di dati e informazioni sensibili, è particolarmente importante  garantirne la riservatezza con soluzioni digitali che tengano debitamente in conto sicurezza e affidabilità.

DALLA DIGITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO INFORMATIVO A STRUMENTI DI “ALIMENTAZIONE ATTIVA” DEI DATI

La digitalizzazione di tutti i documenti prodotti dovrebbe essere il primo passo, propedeutico ai successivi, nel percorso di Digital Transformation di ogni struttura sanitaria. Quando si disporrà di una versione digitale del patrimonio informativo esistente e di processi con cui acquisire in formato elettronico nuovi dati e informazioni, sarà possibile adottare strumenti quali il Fascicolo Sanitario Elettronico (oggi attivo a macchia di leopardo sul territorio italiano) e il Dossier Sanitario Elettronico, che consentono ai cittadini di accedere in maniera sicura, veloce e confidenziale ai propri dati sanitari.

Lo stesso ragionamento vale per strumenti e meccanismi di “alimentazione attiva”, che permettano ai cittadini di aggiungere referti e analisi provenienti da strutture private, ma anche misurazioni effettuate in autonomia (pressione, glicemia, ecc.), alle informazioni in possesso delle ASL di appartenenza.

Di fondamentale importanza resta poi la necessità di considerare gli aspetti relativi al mantenimento del valore legale dei documenti prodotti e la sicurezza dei processi adottati.

A tal proposito InfoCert vanta una consolidata esperienza nel campo del Digital Trust in ambito sanitario, con soluzioni in grado di assicurare la loro affidabilità nel tempo e che permettono:

  • alle strutture, di implementare processi di produzione di documenti digitali, gestire i processi di firma e di conservazione digitale
  • ai cittadini e pazienti, di firmare documenti e gestire i consensi in formato digitale, mantenendone il pieno valore legale, con soluzioni che implementino l’uso dei dati biometrici (ad es. la firma grafometrica) o SPID.

7 novembre 2018

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