• giovedì, Dicembre 12, 2019

Il ritardo nella digitalizzazione alla base della debole crescita economica italiana

UN ALLARME RIVOLTO TANTO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE QUANTO AI PRIVATI

Lo scorso 31 maggio, in occasione dell’assemblea di “Presentazione della Relazione Annuale sul 2018 della Banca d’Italia”, il Governatore Ignazio Visco ha evidenziato come il ritardo dell’Italia sul fronte della crescita digitale sia tra le cause della mancata crescita economica del nostro Paese.

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«La debolezza della crescita dell’Italia negli ultimi 20 anni non è dipesa né dall’Unione europea né dall’euro; quasi tutti gli altri Stati membri hanno fatto meglio di noi. Quelli che oggi sono talvolta percepiti come costi dell’appartenenza all’area dell’euro sono, in realtà, il frutto del ritardo con cui il Paese ha reagito al cambiamento tecnologico e all’apertura dei mercati a livello globale».

Queste le parole pronunciate dal Governatore della Banca d’Italia, che risuonano come un allarme rivolto tanto alla Pubblica Amministrazione quanto ai privati. All’economia digitale italiana è riconducibile il 5% del totale del valore aggiunto, contro il 6,6% della media UE e l’8% della Germania. L’Italia risulta anche al 19° posto nell’indice di sviluppo dei servizi pubblici digitali elaborato dalla Commissione europea.

Tra le cause del ritardo tecnologico Visco segnala in particolare la struttura del settore produttivo italiano: frammentata e sbilanciata verso aziende di piccole dimensioni, con un alto grado di sovrapposizione tra proprietà e gestione, poco aperte a innesti esterni di capitale, tecnologia e professionalità e che trovano difficoltà a crescere e a innovare. Altra caratteristica del nostro tessuto produttivo è il divario tra piccole e grandi aziende, che cresce parallelamente al grado di complessità delle tecnologie considerate.

CRESCITA DIGITALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Un segnale positivo per la crescita digitale della Pubblica Amministrazione arriva dalle Regioni. In un articolo apparso su Agenda Digitale, Sebastiano Callari – coordinatore della Commissione speciale Agenda Digitale della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – ha infatti annunciato alcune proposte, avanzate dalla Commissione che coordina, per una trasformazione digitale che renda la PA «la più grande infrastruttura del Paese, capace realmente di erogare servizi a cittadini e imprese».

In particolare la Commissione istituita all’interno della Conferenza delle Regioni propone:

  • istituire un comitato nazionale unico per il digitale, che metta in atto politiche differenziate e coerenti con le specificità di territori diversi, favorendo la cooperazione tra il livello centrale decisionale e il livello locale, dove le direttive sono attuate;
  • valorizzare ed esportare le best practices già attuate in alcune Regioni o gruppi di Regioni, salvaguardando importanti esperienze di semplificazione, completare quanto avviato e intervenire sui territori rimasti indietro o in cui, su specifici ambiti, non si è ancora fatto nulla o quasi;
  • creare una grande Assemblea Costituente del Digitale, che stimoli il dibattito sui temi dell’etica e accountability degli algoritmi, cittadinanza digitale e trasformazione digitale della PA, ma anche intelligenza artificiale, Big Data, Blockchain, machine learning.

Fare leva sulle tecnologie digitali per reingegnerizzare i processi della Pubblica Amministrazione dovrebbe essere comunque il primo punto dell’agenda del Governo e dei territori.

CRESCITA DIGITALE DEL SETTORE PRIVATO

Sul fronte della digitalizzazione del settore privato, gli ultimi Governi hanno introdotto provvedimenti a sostegno degli investimenti in tecnologie digitali e della ricerca, misure per favorire la nascita di imprese innovative e altre agevolazioni per l’innovazione che si sono dimostrate complessivamente efficaci e sono state in parte confermate dall’ultima Legge di Bilancio o dal cosiddetto Decreto Crescita.

Il settore finanziario, ad esempio, ha molto beneficiato dell’adozione di tecnologie digitali. InfoCert TOP, adottata da importanti Istituti Bancari europei ne è un esempio.

In accordo con l’analisi condotta da Ignazio Visco, anche il Presidente di Confindustria Digitale, Cesare Avenia, si è espresso sulla necessità di far diventare la digitalizzazione la priorità attorno a cui far ruotare le politiche per la crescita.

12 giugno 2019

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