• lunedì, settembre 24, 2018

Con una consultazione pubblica, SPID si apre all’uso professionale

SPID uso professionale

APERTA FINO AL 14 LUGLIO LA CONSULTAZIONE PER IL RILASCIO DI SPID PER USO PROFESSIONALE E INTANTO PROSEGUE (VEDIAMO COME) IL PERCORSO DI DIGITALIZZAZIONE DELLA PA

SPID uso professionale

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha avviato una consultazione pubblica che, avviata il 14 giugno, avrà luogo fino al 14 luglio 2018. Obiettivo: raccogliere contributi, idee e suggerimenti utili a stilare le linee guida che regoleranno il rilascio di SPID per uso professionale.

Più esattamente, tali linee guida normeranno le modalità di rilascio delle Identità Digitali per uso professionale a cui dovranno attenersi i provider di identità digitali SPID, categoria in cui rientra anche InfoCert con la sua soluzione: InfoCert ID.

Secondo quanto affermato da AgID, le Identità Digitali SPID per uso professionale serviranno a provare l’appartenenza di una persona fisica all’organizzazione di una persona giuridica e/o la sua qualità di professionista. Non saranno invece utili a dar prova dei poteri di rappresentanza di una persona giuridica dei quali una persona fisica è eventualmente in possesso, né a dar prova dell’appartenenza di un professionista a un determinato ordine professionale o altro elenco qualificato.

La consultazione online è aperta a tutte le parti interessate (Identity Provider, Pubbliche Amministrazioni, fornitori di software) e i risultati saranno presi in considerazione da AgID per la redazione del testo definitivo.

Sulla piattaforma Docs Italia è possibile inserire commenti specifici e puntuali relativi a ciascuna sezione del documento in consultazione.

IL PUNTO SU : CARTA DI IDENTITÀ ELETTRONICA (CIE), ANAGRAFE NAZIONALE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE (ANPR), PAGOPA E SPID

PA DigitaleInsieme a CIE (Carta di Identità Elettronica), ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) e PagoPA, SPID fa parte delle piattaforme abilitanti la trasformazione digitale della PA, sulla cui adozione Simone Piunno, CTO del Team per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha fatto il punto in un articolo pubblicato da Agenda Digitale.

Si tratta di piattaforme tecnologiche necessarie affinché i cittadini possano percepire in modo concreto i vantaggi del digitale e utili alle PA per ridurre tempi e costi di realizzazione di nuovi servizi garantendo maggiore sicurezza informatica. La loro diffusione tra gli Enti e le Amministrazioni in diverse aree del Paese non è però uniforme.

Secondo una rilevazione eseguita ad inizio maggio 2018, solo il 10 % delle Pubbliche Amministrazioni italiane è attualmente attivo nell’erogazione di servizi online accessibili tramite il circuito SPID. È comunque vero che di questo 10%  fanno parte PA i cui servizi sono tra quelli recepiti come maggiormente utili dai cittadini: InpsInail, Agenzia delle Entrate, ACI, l’Agenzia delle Dogane, la Banca d’Italia, L’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la maggior parte dei Ministeri.

Per quanto riguarda la nuova Carta di Identità Elettronica (CIE), oltre metà dei circa 8.000 Comuni italiani è equipaggiata con quanto serve per la sua emissione e il 35% sta già emettendo e rilasciando i primi esemplari ai cittadini. Un dato significativamente positivo se consideriamo che i Comuni che stanno già emettendo la CIE raccolgono complessivamente il 73% della popolazione italiana. Meno positivo lo sviluppo dell’ANPR, soluzione attualmente recepita, attraverso le opportune integrazioni, da circa 200 Comuni (con una copertura di circa il 3% della popolazione nazionale).

La piattaforma PagoPA, che interessa tutte le Pubbliche Amministrazioni che hanno bisogno di incassare pagamenti da parte dei cittadini, finora è stata integrata nei sistemi del 30% delle Amministrazioni Centrali. Tra queste, Consip, INPS, Ministero della Giustizia, ACI, Agenzia delle Entrate e INAIL sono risultate particolarmente attive nell’ultimo anno, generando ciascuna oltre 100.000 transazioni.

C’è senz’altro ancora da lavorare, soprattutto per uniformare l’adozione di queste piattaforme tra tutti gli enti e le amministrazioni distribuite sul territorio. Per questo sarebbe utile sostenere un approccio orientato alla collaborazione e alla condivisione delle esperienze tra le aree e realtà più avanzate e quelle che hanno necessità di recuperare terreno, anche sul piano delle competenze.

27 giugno 2018

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